Incontro 7.12.2012 – Vademecum dell’esploratore interiore

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Tripura Rahasaya

“Dimmi dunque dove non trovi questa Suprema Coscienza simile all’incendio che divora ogni cosa alla fine di ogni periodo cosmico?
E’ lei che rende simile a se stessa tutte le nostre attività, sia corporali che mentali, esattamente come il fuoco, consumando ogni varietà di legno, dal fico al sandalo, li rende simili a se stesso.
Chi ha compreso questa verità non sente più la minima inclinazione ad aprire o chiudere gli occhi. Abbandona dunque la pretesa di identificarti con questa coscienza per mezzo di un controllo delle attività mentali. Spezza ugualmente il nodo che consiste nel credere che il dispiegamento cosmico sia qualcosa di diverso da ciò che costituisce la tua vera essenza. Questo universo tutto intero si riflette nella coscienza come il cielo immenso si riflette in uno specchio largo come una mano. Realizza questo e poi comportati come una persona ordinaria. Non ritirarti in solitudine, rimani dove sei e abbandona anche il sentimento di raggiungere la Coscienza Assoluta.”

da Dattatreya – Tripura Rahasaya, La Dottrina segreta della Dea Durga

VADEMECUM DELL’ESPLORATORE INTERIORE

1) La regola “aurea”: non accettare nulla per sentito dire, coltiva il dubbio, fondati solo su ciò che puoi sperimentare e realizzare direttamente.

2) Diffida dei profeti e dei messia, di chi si pone come “illuminato per rivelazione” e ti chiede di credere a ciò che dice millantando presunte ispirazioni mistiche, incontri alieni, canalizzazioni angeliche, ecc. Ciò che non può essere comprovato direttamente non ha alcun valore.

3) Ovunque un essere umano rivendichi una presunta superiorità rispetto a un proprio simile non possono che esserci violenza e corruzione.
Diffida dunque di ogni gerarchia, di quei rapporti e sistemi politico-religiosi che richiedono obbedienza e dipendenza economica (povertà) ai propri seguaci: settarismo e abusi sono garantiti.

4) Leggi molto, confronta, viaggia, sperimenta. Non aver paura di aderire a scuole e tradizioni. Tuttavia abbi anche il coraggio di abbandonarle quando lo ritieni opportuno. Non è vero che tutte le pratiche e le vie, se seguite sino in fondo, portano agli stessi risultati. Alcune favoriscono la chiarezza, altre invece incrementano l’illusione.
Sperimenta quindi tutte le pratiche e le vie che ti ispirano ma non ti attaccare a nessuna, mantieni un atteggiamento critico. Ricordati che qualsiasi pratica, anche la più sofisticata, è solo come una spina che ti aiuta ad estrarre una scheggia dal dito. Una volta estratta la scheggia è naturale liberarsi di entrambe. Sappi dunque abbandonarle, sempre e comunque con gratitudine perchè non esistono sbagli, solo esperienze che hanno qualcosa da insegnarci.

5) Diffida di chi ha bisogno di mostrare “prodigi” e di utilizzare espedienti emotivi per farsi ascoltare e attirare seguaci. I saggi non esibiscono i poteri psichici, anche se spesso potrebbero, perchè sanno bene che sono solo manifestazioni apparenti e relative che spesso finiscono per incrementare le illusioni sia in chi li pratica, sia in chi ne è suggestionato.

6) Diffida di chi richiede la castità come prerequisito per una ricerca spirituale profonda millantando che l’astinenza sessuale sia un segno di purezza o un “accumulo di energia”. L’enorme energia che si spende per resistere ai desideri è di gran lunga maggiore rispetto a quella che si dissipa nell’assecondarli in modo equilibrato. L’unica castità accettabile è di tipo interiore, una castità che accade spontaneamente, senza sforzo, spesso dopo molti anni di sesso attivo. La castità che ha bisogno di voti, di riti e impegni pubblici, di sforzi per essere mantenuta ha come unici “benefici” l’aridità o la follia.
Quando vita spirituale e castità vengono coniugate, ciò avviene esclusivamente per questioni di potere o di presunta convenienza pratica.

7) Comprendi la natura confusa ed effimera delle emozioni. Vivile appieno ma non fare affidamento su di esse.
Comprendi chiaramente anche la natura dualistica del pensiero, della mente concettuale, che non può concepire nulla senza immediatamente produrre il suo opposto. Lascia spazio invece al fiorire in te dell’Intelligenza, dell’Intuizione “sovramentale”, della Buddhi, della “Conoscenza del Cuore”: essa è il vero strumento del Risveglio, di una vita autenticamente spirituale, la facoltà sopita grazie alla quale l’uomo può trasformare la sua vita da un piccolo gretto affare a una celebrazione impersonale dell’Uno.

8) Diffida di chi si pone come l’unico vero maestro, vuol dire che pretende di insegnare senza sapere alcunchè.
Impara invece da tutti, apriti alla Vita che è infinita possibilità di apprendimento. L’unico vero maestro è infatti la tua Vera Natura che produce un’infinità di occasioni per perdersi e risvegliarsi a Se Stessa in questo grande kolossal che è l’esistenza. Riconosci dunque tutte le manifestazioni esteriori come semplici apparenze che hanno come unico ruolo il rimandarti a quella Sostanza Incondizionata che sei sempre stato e sempre sarai.

9) E’ relativamente facile mettere in discussione il mondo. Più difficile è sapere mettere in discussione se stessi.
Sappi dunque mettere in dubbio ogni tua credenza, ogni immagine di te stesso, ogni ruolo e identificazione interiore o esteriore che hai interpretato sino ad ora. Solo chi smaschera senza indugi ogni identificazione può realizzare la propria Vera Natura.

10) Applica ciò che è stato detto anche a questo vademecum. Dubita di ogni punto e indagane la veridicità nel tuo vissuto.

VADEMECUM DEL SONNO

Possiamo constatare che siamo ancora “dormienti”:
– se ci sono ancora dubbi su ciò che siamo realmente;
– se siamo legati a un’idea, ad un’immagine di noi stessi;
– se è ancora presente il senso di qualcuno che deve comprendere, realizzare, diventare qualcosa;
– se ci chiediamo: “Ho realizzato o no?”;
– se c’è ancora ricerca, più o meno conscia;
– se diamo patentini e certificati in giro di illuminazione o mancata illuminazione. Ci poniamo dunque le annose domande: “Questo o quel maestro è veramente un realizzato? Come dovrebbe comportarsi un realizzato? “;
– se pensiamo ancora che esistano realmente un Dio, un mondo, esseri “altri” da noi;
– se c’è ancora il senso di essere colui che agisce;
– se c’è ancora attaccamento al frutto delle azioni;
– se crediamo ancora nel karma, nel fatto che ci sia qualcuno che accumuli meriti e demeriti in virtù dei quali vada in paradiso, all’inferno o rinasca in modo più o meno “favorevole”;
– se abbiamo ancora paura di morire: questa è la “suprema cartina tornasole”.

NIENTE DA PERDERE, NIENTE DA RAGGIUNGERE

Per imparare un mestiere, una scienza o una dottrina bisogna acquisire conoscenze e concetti. Abituati a questa modalità siamo portati a pensare che valga lo stesso principio anche per quanto riguarda la realizzazione della nostra vera natura. Se fosse così basterebbe seguire correttamente un percorso prefissato, un curriculum di studi, una pratica metodica per aver la garanzia totale del Risveglio. Ma non è così.
Il processo di reminiscenza della nostra vera natura ha infatti a che fare più con il perdere, lo smascherare, il dissolvere, che con l’acquisire. Ciò che si perde è la costellazione di illusioni e credenze riguardo a ciò che siamo. Da acquisire invece non c’è nulla perchè ciò che viene cercato è ciò che è sempre presente, squisitamente imperdibile. Ovunque vada, qualunque cosa succeda “io” sono sempre qui. Non posso perdermi, dunque perchè sento necessità di ritrovarmi???
Questo accade perchè ho creduto di essere qualcuno o qualcosa che non sono.
Sono abituato a pensarmi come un “oggetto”, un corpo, una persona, un impiegato, ecc. e per questo soffro nelle infinite limitazioni che mi auto-impongo. Anche se pre-sento di essere infinitamente più vasto rispetto a qualsiasi cosa possa percepire sono indotto a pensare che anche la mia vera natura debba essere un oggetto, dunque qualcosa sperimentabile ed acquisibile. Ma non è così in quanto io sono ciò che rende possibile e sperimenta ogni oggetto senza essere a sua volta oggettivabile e sperimentabile.
Dunque è un’illusione sia il cercarmi come oggetto, sia il cercarmi in sè in quanto, come si è detto, sono squisitamente imperdibile. Quindi ciò che che separa “me” dalla mia vera natura è solo ed unicamente l’idea che essa sia qualcosa da raggiungere, conquistare, afferrare. In questo sforzo di realizzarmi, di ritrovarmi, mi perdo.
Smetto di cercarmi ed ecco che ritrovo qualcosa che non è mai andato perduto: dal diradarsi delle nebbie della ricerca emerge ciò che sono sempre stato e sempre sarò.

Dunque si tratta di vedere la questione nella sua brutale semplicità: niente è andato perduto e nulla deve essere ritrovato e riacquisto. Ciò che cerchiamo è ciò che è sempre presente. Possiamo Esserlo, esserne coscienti ma non ridurlo ad oggetto di esperienza. L’averlo ridotto a qualcosa da raggiungere ha prodotto l’illusione della sua perdita e le infinite vie per riacquisirlo.

Concludendo se esiste un Risveglio è la fine di un’illusione, il dissolvimento del sogno di qualcuno che deve realizzare qualcosa, così come di qualcuno che ritiene di perdere o ottenere qualcosa. La nostra vera natura infatti non conosce nè diminuzione, nè guadagno. Queste sono infatti categorie che riguardano la parte, non la Totalità indifferenziata che siamo.

Elogio del dissenso

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Con enorme gioia mi dissocio dal ritenere che:

– l'essere umano sia fondamentalmente egoista e tendente al "male" e che per contenere tale natura siano necessarie leggi, norme, governi, repressioni, religioni, paradisi e inferni;

– l'essere umano sia solo un corpo e una mente;

– la competizione porti l'uomo a migliorare e ad evolversi;

– nessuno faccia niente per niente;

– un sistema economico basato sulla crescita infinita sia qualcosa di non oltraggioso per l'intelligenza umana; 

– il profitto e la finanza siano prima di quasiasi cosa comprese la dignità, la felicità e la salute di tutti gli esseri; 

– l'essere umano sia un consumatore, un animale da supermercato; 

– l'esistenza di banche private, ed in particolare di banche centrali private come la FED e la BCE, non sia una sciagura immane per gli esseri umani;

– che sgobbare 8 ore al giorno per 11 mesi all'anno per produrre beni in buona parte superflui non sia qualcosa di indegno ed oltraggioso per l'essere umano; 

– la finanza sia qualcosa di cui l'umanità non possa fare a meno;

– il debito pubblico sia qualcosa di reale; 

– non sia possibile garantire un tetto sulla testa, cibo e assistenza sanitaria a tutti gli esseri umani;

– gli stati e le frontiere siano qualcosa di positivo;

– la guerra e la violenza talvolta siano necessarie, che l'umanità non possa vivere definitivamente in pace ed armonia;

– le forze di polizia, gli eserciti e le armi siano necessarie a garantire la sicurezza degli esseri umani e non siano in realtà forieri di ancora più insicurezza;

– la criminalità organizzata non sia funzionale al potere costituito ed al sistema vigente;

– le credenze religiose siano necessarie all'essere umano per vivere una vita degna, felice ed aiutino concretamente l'umanità ad essere più unita;

– chi basa la propria vita su dogmi di tipo ideologico, religioso e, talvolta, anche scientifico, sia degno di prestigio e venerazione; 

– le chiese, le moschee, i templi, ecc. siano luoghi più "sacri" del resto dell'universo;

– l'uomo non possa vivere in piena salute senza utilizzare prodotti di origine animale, frutto di orrori e torture sistematiche ai danni di esseri senzienti;

– possa esistere una qualche forma di gerarchia non corrotta e non foriera di disuguaglianze, violenza, repressioni e ingiustizie; 

– non possa funzionare una società umana organizzata in modo non-gerarchico, basata semplicemente sul rispetto, sulla solidarietà, sul bene comune, sul rispetto dell'ecosistema e sulla compassione indiscriminata verso tutti gli esseri; 

– l'umanità non possa fare a meno di classi sociali, corporazioni, ordini, caste, tifoserie, di tutte le forme tribali e neo-tribali;

– la centralità della famiglia sia necessaria per uno sviluppo sano dell'essere umano; 

– non possa essere più efficace un sistema educativo senza nè voti, nè primi della classe, basato sull'enorme attitudine all'apprendimento dei bambini e non sull'ottusità del mero studio, dove l'insegnante non sia un essere umano gerarchicamente superiore ma un semplice facilitatore. 

 

La lista potrebbe essere ancora molto lunga ma qui per ora mi fermo. 

I poteri politici, economici e religiosi possono tentare di imporci quello che vogliono. Non possono tuttavia privarci del sacrosanto diritto di esercitare il dissenso, ovvero di dissociarci dal pensiero dominante. 

Non sottovalutiamo l'enorme potenziale trasformativo che risiede nel dissenso, se chiaro, netto e non-violento! Quante volte, ogni giorno, attraverso le più piccole azioni e pensieri, diamo il nostro tacito assenso a una miriade di pratiche che non condividiamo? Cosa succederebbe se semplicemente iniziassimo a dire pacificamente di NO, ad astenerci? I poteri possono avere parecchio margine di manovra su una popolazione in contrapposizione violenta ma cosa possono fare contro una massa pacificamente dissenziente? In tal caso l'ingranaggio non può che fermarsi, collassare su se stesso per mancanza di supporto dal basso. Coltiviamo dunque quotidianamente il dissenso come un fiore prezioso, che richiede massima attenzione, dedizione e cura.

Rivoluzionare la Coscienza Collettiva

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C'è una rivoluzione silenziosa in corso che non si associa più a nessuna ideologia (sia di tipo politico che religioso) ma passa semplicemente attraverso il Cuore (inteso come facoltà, non come organo) che è il "luogo" dell'Amore incondizionato per tutti gli esseri, della Compassione e della realizzazione dell'Unità sostanziale della manifestazione. Questa energia rivoluzionaria preme sempre di più in tutti e nessuno può restarne indifferente. Non è un caso che tutte le credenze che hanno sino ad ora animato e dilaniato l'umanità siano in netta crisi: politica, economia, religioni, famiglia, ecc. Il nuovo sentire che sta emergendo non può più accettare i tristi compromessi del vecchio: la gerarchia, lo sfruttamento avido dell'uomo sui suoi simili, la tortura e l'eccidio sistematico di altri esseri senzienti, la distruzione dell'ecosistema, la competizione, la guerra, la rapina del forte sul debole, l'isolamento, ecc. La Coscienza collettiva è stata sino ad ora estremamente frammentata dalle innumerevoli credenze che gli esseri umani hanno coltivato: religiose, partitiche, ideologiche, nazionali, ecc.  Tale frammentazione non ha potuto che dar forma ad un mondo violento, avido e conflittuale. 

Identificarsi con una qualsiasi credenza, ovvero fondarsi su di un'idea acquisita che non può essere verificata direttamente, è infatti estremamente faticoso e deprimente, in quanto necessita di continue conferme e rassicurazioni. Le credenze non possono che basarsi sull'ansia, sulla paura della confutazione e sulla mancanza tipiche della coscienza egoica. Per questo i fedeli di una qualsiasi religione, partito o movimento organizzato hanno un drammatico bisogno della compagnia degli altri fedeli e militanti (per rassicurazione) ed avversano in tutti i modi coloro che mettono in discussione le loro credenze (in quanto producono insicurezza). 

Quando invece non ci fondiamo più su niente e nessuno ritroviamo la nostra naturale sicurezza in quanto dimoriamo nella totale apertura. Non avendo più posizioni, ideologie, dei, nazioni, dogmi da difendere e da cui ricevere rassicurazioni possiamo essere finalmente leggeri e vasti come l'intero universo. Non c'è maggiore sicurezza infatti dell'avere nulla da difendere. Libero e totalmente pacificato è chi, non fondandosi su nulla, abbraccia ogni cosa. Per lui l'esistenza non è più dilaniata da opinioni e credenze ma è un Tutto la cui essenza è celebrazione. Questo nuovo sentire non può che portare ad una società compassionevole, solidale, anti-gerarchica (basata sul consenso e non sulla dittatura della maggioranza), basata sul rispetto e sull'uguaglianza reale di tutti gli esseri e sulla celebrazione del Cosmo, della Madre Terra e della Vita. 
Questo nuovo sentire parte dall'interiorità per esprimersi nel mondo. Per questo non può portare a rivoluzioni violente e sommosse di piazza. Si basa semplicemente sulla non-cooperazione non-violenta rispetto a pratiche, istituzioni e metodi di un sistema nel quale non ci si riconosce più. Questo nuovo sentire è rivoluzione nel senso più profondo e positivo del termine in quanto si compie innanzitutto sul piano della Coscienza Collettiva, intesa l' insieme delle idee, emozioni, fantasie, credenze, ecc. vissute e proiettate in questo momento dall'umanità. 

Sempre più esseri umani si stanno rendendo conto dell'enorme potere creativo del pensiero e stanno realizzando che l'unico modo per ottenere un mondo più equo, pacifico e solidale è iniziare a pensarlo come tale. E' invece pensando al mondo come un posto terribile (magari in contrapposizione a un aldilà beatifico) che lo abbiamo fatto diventare un disastro e facciamo di tutto perchè rimanga così. Con questo non sto negando i problemi, i conflitti e le strategie di sfruttamento e manipolazione sempre più evidenti. Vorrei semplicemente mettere in evidenza il nostro ruolo co-creativo in tutto questo. Non possono infatti esistere oppressori senza una massa che si pensa e si vede come oppressa. In termini individuali è schiavo solo chi si pensa come schiavo ed è importante comprendere che è proprio attraverso questo pensiero che egli produce inconsciamente il suo sfruttatore. Per questo certi poteri fanno di tutto per mantenere, attraverso i media, un senso di impotenza, rassegnazione, paura, incertezza e nello stesso tempo di evasione nelle masse. Un certo tipo di pensieri devono albergare stabilmente nelle menti perchè questo sistema possa essere mantenuto. 

Dobbiamo renderci conto che siamo noi ad accettare, in modo più o meno conscio, il ruolo di carcerati, facendo in questo modo il subdolo gioco dei carcerieri. In fondo qualsiasi sistema di potere non è altro, a livello sostanziale, di un'idea fortemente condivisa da un largo numero di esseri umani. Quando viene a mancare l'appoggio a tale idea il sistema non può che dissolversi, collassare su se stesso, venendo a mancare l'energia mentale su cui si sostiene. 

Non c'è infatti alcun potere che possa dominare chi ha realizzato la propria sostanziale libertà. Possono anche ucciderti ma l'energia di questo sacrificio non può che riflettersi nella coscienza collettiva come forza dirompente.  Per questo i nazisti, nei campi di concentramento, si premuravano di annullare tutta l'umanità dei detenuti (ovvero chiudere totalmente il Cuore come luogo di consapevolezza della propria sostanziale libertà, compassione ed empatia indiscriminata) prima di procedere alla loro eliminazione fisica. Tutto faceva parte di un preciso rituale occulto teso ad ottenebrare la coscienza collettiva. E questo rituale, come molti potranno intuire, non si è certo fermato con la caduta di Berlino. 

Concludendo vorrei invitare tutti a prendere coscienza del fatto che stiamo vivendo in un'epoca autenticamente rivoluzionaria e, francamente, ne sono assai felice. 

Sempre più esseri umani stanno spostando l'attenzione dal piano esteriore al piano della Coscienza Collettiva e stanno comprendendo l'enorme potere co-creativo e trasformativo dei loro pensieri rispetto ad essa.  Stanno anche prendendo coscienza di come l'identificazione con credenze e ideologie, intese come idee non-verificabili direttamente, abbia un ruolo sostanzialmente frammentante e dunque li allontani dalla realizzazione dell'unità sostanziale della manifestazione. Questa infatti non è una credenza ma un fatto che emerge proprio quando tutta la frammentaria nebbia mentale prodotta dalle credenze viene messa da parte. 

E' solo a partire da questa totale "apertura" all'Uno, questo fondarci su nulla che ci apre al Tutto, che possiamo iniziare ad operare nella Coscienza Collettiva una trasformazione di qualità totalmente diversa. Non proietteremo più nuove ideologie e credenze che si contrapporranno a quelle vecchie, ottenendo come unico risultato una Coscienza collettiva ancora più frammentata (e di conseguenza un mondo ancora più frammentato e conflittuale). Opereremo piuttosto un radicale alleggerimento ed unificazione di Essa, che si rifletterà su un mondo più unito, solidale, equo e basato su dinamiche sociali totalmente differenti. 

Buona co-creazione a tutti! 

Sulla Bellezza

edVisX18Bmrrp5oxgheFgwdoo1_500La Bellezza e l'Amore sono quando voi non ci siete.
J. Krishnamurti

Pre-sentiamo Bellezza quando si dissolve qualcuno che insegue il Bello. 
Non c'è più senso di separazione: io che osservo qualcosa di bello. Siamo "stregati", assorbiti totalmente da ciò che stiamo contemplando o facendo. 
Se siamo persi nell'ignoranza, siamo indotti a ritenere che la bellezza sia qualcosa di inerente all'oggetto di contemplazione o al tipo di azione che stiamo facendo. Dunque cercheremo di carpire tale bellezza fotografando o filmando ciò che stiamo contemplando o facendo. Tornando il senso di separazione, sarà dunque inevitabile il dissolversi del senso di Bellezza. 

L'oggetto o l'azione che reputiamo belli ci hanno offerto solo un pretesto per assorbirci, dileguare per un poco la nebbia egioca, mentale ed emozionale in cui è così facile incapsularci. In questo modo ci hanno dato una preziosa occasione per ritornare spontaneamente a noi stessi, dissolvendo per un istante, un minuto, un'ora, un giorno il dilaniante senso di essere qualcuno che contempla o compie qualcosa. 

Rimangono solo Agire e Contemplare, vasti, ineffabili e impersonali. E in questo c'è Bellezza, pre-sentimento di ciò che siamo, della nostra Vera Natura esattamente come lo sono la Pace, l'Amore, la Gioia, la Beatitudine, ecc. Ogni volta che, per qualche motivo, ritorniamo al nostro stato naturale non possono non percepirli esattamente come quando ci buttiamo in acqua non possiamo non percepire il senso di bagnato. 

Quando iniziamo a realizzare di essere quella Bellezza che andavamo cercando ovunque, l'intera esistenza inizia a permearsi di Meraviglia. 
Iniziamo a percepire e vedere la Bellezza ovunque e diventiamo portatori sani di Bellezza in un mondo di portatori malati di tristi merci estetizzanti. 
La Bellezza ha infatti molto più a che fare con la non-forma che con la forma, più con l'invisibile che con il visibile, più con il togliere più che con l'aggiungere. Bellezza è Neti Neti, né questo, né quello, qualcosa di sostanzialmente indefinibile eppure estremamente significativo nella nostra vita. 

Per questo la ricerca della Bellezza è uno degli infiniti sinonimi della ricerca del Sè, del Supremo, della Nostra Vera Natura. Esattamente come lo sono la ricerca della Felicità, di Dio, della Pace, ecc.

La musica delle Sfere

Solar SystemL'Universo è Musica e questo corpo-mente è uno strumento che risuona all'unisono con le Sfere.

L'unico elemento di dissonanza nella sinfonia è la presenza del "suonatore" che si accanisce nel tentativo di adattare alla propria personale melodia non solo il corpo ma anche l'intero universo.
Tuttavia l'unica cosa che può fare è creare dissonanza fino a snervarsi a suon di note stridenti e stonate. Stecca dopo stecca può capitare che comprenda la vanità del tentativo e dunque cessa di voler essere compositore per rimanere semplice esecutore: cerca dunque con mille tecniche di "riconnettersi", di conformare la sua musica a quella dell'Universo.

Ma le dissonanze permangono perché è lui la dissonanza. Di fallimento in fallimento, di dolore in dolore il suonatore giunge infine a fermarsi, alla resa. Il meccanismo si inceppa e il suonatore si dissolve nel nulla da cui è provenuto per lasciare l'intero campo a ciò che è sempre stato presente: la Musica delle Sfere.

Enjoy the Sound.

Questione di vita o di morte

ricordarecheloweb8Devo ammettere che di fronte alle salme e riti funebri di parenti e conoscenti vari ho sempre avuto la netta sensazione che qualcosa davvero non tornasse dietro all'idea comune della morte. Mi sono sentito sempre poco confortevole di fronte a tutti i pianti, condoglianze, frasi fatte di cordoglio, omaggi alla salma, ecc. Sembra che ai funerali tutti recitino una improbabile parte in un teatrino dell'assurdo spesso più comico che tragico. 

Poi più avanti ho compreso che la morte è un'enorme bufala. Non esiste alcuna morte. Neanche per il corpo fisico e i corpi sottili. Tutti questi semplicemente si scompongono nei loro elementi essenziali ed essi a loro volta si ricompongono in nuovi corpi. La "morte" di un corpo è dunque l'inizio della vita di mille altri corpi. Sarebbe più corretto dire che esiste solo un'unica Vita impersonale in perenne ed inarrestabile trasformazione. Nulla si crea, nulla si distrugge nella materia-energia. Generazione, sostegno e dissoluzione sono espressione di un'unica Sostanza Cosciente. Questo è ottimamente rappresentato nella tradizione indiana dalla triade simbolica Brahma, Shiva e Vishnu che sono forze in atto del Brahman Nirguna: Pura Coscienza Potenziale, Immanifesta, il Sè, l'Indicibile che siamo. 

Tuttavia, identificati con un corpo, siamo indotti a pensare che la sua scomposizione corrisponda alla fine della "nostra" vita. Mentre non finisce un bel niente. Quindi non esiste morte neanche dal punto di vista "materiale" come molti materialisti affermano. 

La realizzazione della nostra vera natura, Impersonale, Non-Nata, è comunque un salto successivo. E' realizzare che non siamo tutto ciò che si trasforma ma quell'Indicibile, eternamente presente, in cui questo divenire accade. Siamo il non-manifesto che testimonia e permea il manifesto. Siamo il Vuoto Consapevole che sostanzia e rende possibile ogni forma come l'acqua rende possibile l'onda come l'intero oceano. L'acqua può essere oceano ma non è "solo" oceano. Può essere onda ma non è "solo" onda. Le onde vanno e vengono, appaiono e scompaiono: per l'onda concetti come nascita e morte possono assumere un qualche significato. Ma per l'acqua?