Nirvana Ashtakam (sei strofe sul Nirvana)

Io non sono la mente, né l’intelligenza,
Non l’individuo, né il pensiero con i suoi sensi,
Né sono la terra o il cielo o l’aria o la luce,
Io sono Shiva, sono Shiva, pura Consapevolezza e beatitudine.

Non sono il respiro, né i cinque soffi,
Non sono i sette elementi, né i cinque involucri,
Non sono la voce o le mani o piedi o gli altri organi,
Io sono Shiva, sono Shiva, pura Consapevolezza e beatitudine.

Non conosco ostilità o amicizia,
Né vigore, né desiderio di competizione,
Non ho doveri, né beni, non cerco la passione o la salvezza,
Io sono Shiva, sono Shiva, pura Consapevolezza e beatitudine.

Non ho meriti o demeriti, piacere o dolore,
Non pratico i mantra, le abluzioni, i Veda, il sacrificio,
Io non sono il cibo, né il consumatore di cibo,
Io sono Shiva, sono Shiva, pura Consapevolezza e beatitudine.

Non conosco la morte, il dubbio, la distinzione di casta,
Non ho né padre, né madre, né nascita alcuna,
Non ho parenti, amici, maestri o discepoli,
Io sono Shiva, sono Shiva, pura Consapevolezza e beatitudine.

Io sono oltre il mutamento, privo di qualità e di forma,
Io contengo tutte le forme, e sono imprendibile agli organi di senso,
Io sono sempre equanime, oltre la liberazione e la schiavitù,
Io sono Shiva, sono Shiva, pura Consapevolezza e beatitudine.

Nirvana Ashtakam (sei strofe sul Nirvana)
di Adi Shankara

Nataraja – La Danza Cosmica

natarL'immagine di Shiva Danzante (Nataraja) è una delle rappresentazioni simboliche più mirabili della Non-Dualità, perfetta identità tra Essere Immanifesto ed Esistenza Manifesta.

Shiva rappresenta la Coscienza Manifesta, Impersonale o Cosmica, che danza in equilibrio dinamico all'interno della perfezione del Cerchio Fiammeggiante della Realtà Immanifesta, dell'Indicibile, della nostra Vera Natura: Quello. Come la danza poderosa dell'oceano non accresce né modifica la natura della sostanza acqua, il Manifesto, basato sul divenire, nascita, permanenza e dissolvimento si risolve nella Compiutezza non-nata di Quello.

Anche la Coscienza Impersonale, infatti, non è altro che un accadimento impermanente nell'eternità di Quello. Il Cerchio è simbolo di perfezione, totale immobilità. In esso può essere inscritta qualsiasi forma senza che venga intaccata la sua sostanziale compiutezza.

Il cerchio è composto dalle fiamme, dal fuoco: pura energia senza forma da cui tutto si genera e tutto viene divorato. Non c'è simbolo migliore per rimandare alla natura ineffabile ed indicibile di Quello. 
Shiva muove nella mano sinistra un tamburo che rappresenta il suono, la vibrazione che genera in ogni istante il mondo manifesto. Tutto infatti è Energia Cosciente che, vibrando a diverse frequenze, produce ogni forma o pensiero. Vibrazione è creazione.

La mano aperta, rivolta verso lo spettatore rappresenta invece il sostegno, la conservazione, il mantenimento, la permanenza temporanea. A questo braccio si avvinghia un cobra che rappresenta l'ahamkara, l'ego, reso inoffensiva decorazione: nel saggio l'ego diventa un semplice strumento pratico, non più il “padrone”.

La fiamma che Shiva reca nella mano destra rappresenta invece il dissolvimento, la “morte”. La fiamma è perfettamente identica a quelle del Cerchio Fiammeggiante in cui la danza è inscritta: tutto emerge da Quello e ritorna a Quello.

Nascita, durata e dissolvimento sono accadimenti apparenti nella compiutezza e perfezione di Quello, il non-nato.

Il quarto braccio di Shiva è rivolto verso il piede destro sollevato.

Esso rappresenta Moksha, la liberazione definitiva dalla danza apparente della morte e della nascita, la realizzazione di Quello, di Ciò che realmente siamo che contiene tutta la danza dell'esistenza senza essere da essa né condizionato, né accresciuto, né diminuito. Immortale Esso contiene la nascita e la morte. Incondizionato e incausato, Esso contiene un mondo condizionato da spazio, tempo e causalità.

L'altro piede di Shiva si appoggia su di una figura umanoide o un demone che rappresenta l'illusione primaria: il senso di essere un individuo separato, di essere colui che agisce, l'ahamkara, l'ego. Shiva trionfa sull'ignoranza e l'ego si rivolge verso la sua Sorgente, la Coscienza Impersonale.

Lo sguardo di Shiva è perfettamente sereno e gioioso. La danza apparente di creazione, sostegno e dissoluzione non turba la pace del saggio che dimora nella propria Vera Natura. Inattaccabile è infatti la gioia di chi dimora nella Suprema Pienezza di Quello.

 

OM NAMAH SHIVAYA!