Piaceri e dolori

316818_10150420136384328_762564327_10148433_1911749420_nPiaceri e dolori sono molto rumorosi. 
Eppure tutti emergono dalla quiete. Ancor meglio, sono sostanziati dalla quiete. 
Se non lo pre-sentiamo è perchè non sappiamo stare realmente con il piacere o con il dolore. Siamo con i pensieri, le fantasie, i giudizi legati a tali sensazioni, insomma stiamo scappando nel "mentale". Questo lo facciamo quasi sempre con il dolore, soprattutto quello psicologico. 

Se ben osserviamo, ci si può anche rendere conto di fuggire dal piacere stesso. Quanto sappiamo stare realmente col piacere? Quanto è viva dentro di noi l'equazione bacchettona "piacere=peccato=colpa"? Quanto alle pure sensazioni di piacere sovrapponiamo giudizi, idee, preconcetti che ci separano da esse? Anche i più edonisti sanno realmente stare col piacere, o si stanno semplicemente gingillando con una qualche idea di piacere? 

Quando siamo inappagati da un piacere è perchè non eravamo col piacere in sè, ma con un'idea di esso, un'aspettativa. 
Piacere e dolore non sono nè appaganti nè inappaganti. Sono ciò che sono, sensazioni che emergono, brillano e scompaiono come ogni altra manifestazione nella Coscienza. 

Solo quando iniziamo a vedere chiaramente tutto il movimento del pensiero, della paura, della fuga legati a piacere e dolore, possiamo aprirci a qualcosa di totalmente nuovo, ad una intimità totale con queste sensazioni. Solo a quel punto esse possono rivelarci la realtà in perenne quiete che le sostanzia. 

Non esiste altro che Silenzio.

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