Qui ed ora

Tra le riflessioni più sconcertanti che mi è capitato di leggere ultimamente ce n’è una in cui si afferma che esiste solo il passato ed il presente è un’illusione. Il punto è: come si fanno a fare queste affermazioni, parteggiare per passato, presento o futuro, senza indagare su cosa sia il “tempo”?? Esso esiste realmente? Oppure si tratta semplicemente di una costruzione concettuale e apparente, utile a fini pratici ma non di certo reale?
La mente è piena di vari concetti legati al tempo, alla sua computazione, suddivisione, ecc. C’è chi lo teme, chi lo fa fruttare, chi lo spreca, chi lo desidera, chi lo rimpiange, ecc. Ma se mettiamo da parte ciò che sappiamo a proposito di esso non è poi così difficile constatare come sia impossibile poter individuare “qualcosa” di circoscrivibile e definibile non solo come “tempo” ma anche come passato, presente e futuro!!
Esistono solo immagini, percezioni, pensieri, ecc. che appaiono e scompaiono in una Realtà cosciente la cui natura è sostanzialmente a-temporale, in quanto contiene la presunta percezione e concettualizzazione del tempo senza a sua volta esserne soggetta.
In questo senso l’appello dei vari saggi di “stare nel qui ed ora” non è da intendersi come un’affermazione di tempo, che “parteggia” per un ineffabile presente, in opposizione ad altrettanto ineffabili passati e futuri. E’ praticamente impossibile trovare sia un “qui” che un “ora” particolari in cui stare!!! Più cerchiamo di “afferrarli”, di stare in essi e più ci sfuggono! 🙂
Tuttavia è proprio questo tentativo assurdo e paradossale di stare in qualcosa che sostanzialmente non possiamo afferrare che può aprirci alla presa (o meglio ri-presa) di coscienza di ciò che è senza tempo, a-numerico, a-dimensionale: la nostra vera natura. “Stai nel qui ed ora” è dunque sostanzialmente un “koan” devastante il cui scopo è quello di decostruire, se portato a fondo, non solo lo spazio (qui) ed il tempo (ora), ma anche questo presunto “qualcuno” che dovrebbe “sprofondare” in essi. “Stai nel qui ed ora” è dunque un vero e proprio “ordigno termonucleare” per le illusioni… sarà per questo che in certe tradizioni, come lo Zen, si insiste praticamente solo su questo paradosso…
Buon “koan termonucleare” a tutti! 🙂

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Essere Uno, non qualc”uno”

Dichiararsi illuminati, cercare persone illuminate, dare tagliandi e pagelle sull’illuminazione o non-illuminazione di questo o quello, significa solo una cosa: che non c’è stata alcuna illuminazione o risveglio.
Risvegliarsi al fatto che nessuno si risveglia perchè si realizza profondamente che il risveglio è il dissolvimento del sogno di essere qualcuno in particolare: questo è l’inizio della Chiarezza, della Liberazione, di Moksha.

Compassione

peaceworld

Coltivare pensieri compassionevoli, positivi, d'amore può apportare momentaneo sollievo e benefici a una mente altrimenti abituata solo a critiche, giudizi, conflitti, ecc. Tuttavia non è qualcosa di risolutivo, in quanto il nodo del problema non viene toccato. 
Coltivare pensieri compassionevoli non è infatti ESSERE realmente compassionevoli. Questo è possibile solo quando, per molteplici cause, inizia a dissolversi il sogno di essere entità separate ed incominciamo ad intuire la nostra vera natura, impersonale ed onnipervasiva. Iniziamo allora a vedere quanto è stato assurdo e doloroso tutto il meccanismo di conflitto, isolamento e sfruttamento connaturato alla coscienza egoica e, proprio per questo, siamo in grado di comprendere e sentire "con" gli altri e negli altri tale sofferenza. Ma Compassione è anche e soprattutto pre-sentire che non esiste nessun "altro", che questo caleidoscopico accadimento che chiamiamo "mondo" non è altro che un accadimento i Noi, Abisso Consapevole che permea e rende possibile ogni manifestazione. Ed è proprio in questo che il noto detto "Noi siamo il mondo ed il mondo è noi" rivela il suo più profondo ed autentico significato.

Sulla Bellezza

edVisX18Bmrrp5oxgheFgwdoo1_500La Bellezza e l'Amore sono quando voi non ci siete.
J. Krishnamurti

Pre-sentiamo Bellezza quando si dissolve qualcuno che insegue il Bello. 
Non c'è più senso di separazione: io che osservo qualcosa di bello. Siamo "stregati", assorbiti totalmente da ciò che stiamo contemplando o facendo. 
Se siamo persi nell'ignoranza, siamo indotti a ritenere che la bellezza sia qualcosa di inerente all'oggetto di contemplazione o al tipo di azione che stiamo facendo. Dunque cercheremo di carpire tale bellezza fotografando o filmando ciò che stiamo contemplando o facendo. Tornando il senso di separazione, sarà dunque inevitabile il dissolversi del senso di Bellezza. 

L'oggetto o l'azione che reputiamo belli ci hanno offerto solo un pretesto per assorbirci, dileguare per un poco la nebbia egioca, mentale ed emozionale in cui è così facile incapsularci. In questo modo ci hanno dato una preziosa occasione per ritornare spontaneamente a noi stessi, dissolvendo per un istante, un minuto, un'ora, un giorno il dilaniante senso di essere qualcuno che contempla o compie qualcosa. 

Rimangono solo Agire e Contemplare, vasti, ineffabili e impersonali. E in questo c'è Bellezza, pre-sentimento di ciò che siamo, della nostra Vera Natura esattamente come lo sono la Pace, l'Amore, la Gioia, la Beatitudine, ecc. Ogni volta che, per qualche motivo, ritorniamo al nostro stato naturale non possono non percepirli esattamente come quando ci buttiamo in acqua non possiamo non percepire il senso di bagnato. 

Quando iniziamo a realizzare di essere quella Bellezza che andavamo cercando ovunque, l'intera esistenza inizia a permearsi di Meraviglia. 
Iniziamo a percepire e vedere la Bellezza ovunque e diventiamo portatori sani di Bellezza in un mondo di portatori malati di tristi merci estetizzanti. 
La Bellezza ha infatti molto più a che fare con la non-forma che con la forma, più con l'invisibile che con il visibile, più con il togliere più che con l'aggiungere. Bellezza è Neti Neti, né questo, né quello, qualcosa di sostanzialmente indefinibile eppure estremamente significativo nella nostra vita. 

Per questo la ricerca della Bellezza è uno degli infiniti sinonimi della ricerca del Sè, del Supremo, della Nostra Vera Natura. Esattamente come lo sono la ricerca della Felicità, di Dio, della Pace, ecc.