Nel “mio” mondo…

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Nel “mio” mondo non ci sono:

  • nazioni, frontiere, partiti, tribù ma libera socialità tra simili in un pianeta che non conosce astratte linee geografiche chiamate “confini”;
  • stati, tribunali, carceri e corpi di polizia ma rispetto tra esseri umani che riconoscono, praticano e condividono il valore del rispetto reciproco e dell’innocuità (Ahimsa);
  • scontri ideologici ma il riconoscimento della relatività di tutte le idee;
  • guerre e lotte tribali ma riti di pace e unità;
  • bene e male, redenzione e colpa, ma azioni innocue ed azioni che producono sofferenza a me stesso ed agli altri;
  • dittature della maggioranza chiamate ironicamente “democrazia” ma un vivere sociale non-gerarichico, ovvero organizzato orizzontalmente;
  • religioni e chiese ma spiritualità libera e condivisa il cui spazio sacro è l’Universo;
  • fedi e credenze ma la realizzazione diretta della nostra Vera Natura, il Supremo;
  • guru che si autoproclamano “esseri superiori” ma amici gentili che aiutano semplicemente a comprendere che non c’è altro Maestro della nostra Vera Natura (SatGuru);
  • artisti e star ma forme d’arte collettiva e partecipata;
  • competizioni ma agire solidale.  Non ci può essere vera felicità se altri miei simili soffrono o rimangono indietro, se sono io a vincere e tu a perdere;
  • luoghi di indottrinamento di massa quali scuole, università, seminari, madrasse colme di studenti standardizzati in cui è stato ucciso il desiderio di sapere, ma libera circolazione e condivisione della Conoscenza;
  • nozioni ed espressioni culturali vuote ma sapere che si fa Conoscenza, ovvero sapere intuitivo che si radica nell’Unità sostanziale della manifestazione;
  • allevamenti industriali, ovvero campi di tortura e sterminio per esseri senzienti ma riconoscimento della dignità di tutti gli esseri viventi;
  • farmaci per lenire i sintomi di uno stile di vita patogeno ma salute reale, coltivata attraverso uno stile di vita e alimentazione globalmente sani;
  • banche, soldi, finanza e tasse ma condivisione responsabile di risorse tra esseri umani;
  • matrimoni, divorzi, contratti e carte fondate sul sospetto e sulla paura, ma relazioni d’Amore tra esseri umani liberi;
  • attaccamento a tutto senza Amore, ma Amore verso tutto senza attaccamenti.

Questo ed altro ancora sto coltivando nel mondo che, attraverso il mio pensiero e azione, sto contribuendo a co-creare insieme a un numero crescente di esseri umani che semplicemente si sono stancati di vivere in un carcere senza sbarre da loro stessi creato. Chiunque voglia unirsi interiormente alla co-creazione è il benvenuto!

Buon 2013 a tutti!

Attrazione

Man with magnet - Characters collection

Non attraiamo quello che vogliamo, che consciamente pensiamo e desideriamo ma ciò che stiamo REALMENTE vivendo prima delle interferenze dell’ego, ciò che SIAMO.

Dunque se percepisco paura della povertà ma mi sforzo di proiettare pensieri di ricchezza/abbondanza tutto quello che attrarrò sarà ulteriore povertà sia esteriore che interiore.
Se invece lascio andare ogni desiderio e dimoro nella gratitudine per tutto ciò che la Vita COMUNQUE SIA mi sta elargendo, per come la Vita mi sostenga e mi inondi di energia infinita in ogni stante, non posso che dimorare nell’Abbondanza e nell’Amore.

Il fondamento della legge dell’attrazione non risiede dunque nel volere o nel desiderare, ma nell’ESSERE.

Incontro 7.12.2012 – Vademecum dell’esploratore interiore

Hastamalakastotra

1. “Chi sei tu, figlio mio, e con chi sei? Qual è il tuo nome e da dove vieni? Dimmi ogni cosa distintamente per rendermi felice – tu che hai riempito il mio cuore di gioia.”

2. “Non sono un uomo, né un dio, né un semidio, non sono Brahmana, Kshatriya, Vaisya, né Sûdra; non sono studente, non sono capofamiglia, né anacoreta o rinunciante; io sono l’innata Consapevolezza.

3. Quello che permette la manifestazione dell’attività della mente, dell’occhio e del resto, così come il sole è causa del movimento degli esseri viventi, ma che è libero da ogni condizionamento, come l’etere infinito – quell’Atman, eterna coscienza essenziale, io sono.

4. Quello che essendo uno, immutabile, eterna conoscenza in essenza, come il fuoco è in essenza calore, è il sostrato che sostiene, mentre agiscono, la mente, l’occhio e tutto il resto – che sono mera ignoranza – quell’Atman, eterna coscienza essenziale, io sono.

5. Il riflesso del volto visto nello specchio non è nulla in sé, niente altro dalla faccia, così l’anima individuale non è nulla in sé, altro che il riflesso dell’Intelligenza sugli organi interni – quell’Atman, eterna coscienza essenziale, io sono.

6. Così come scompare il volto riflesso quando si toglie lo specchio, e la faccia resta sola, separata dall’illusione, così quell’Essere che rimane quando non vi è più oggetto di pensiero – quell’Atman, eterna coscienza essenziale, io sono.

7. Quello che si trova distaccato dalla mente, dall’occhio e dal resto, che è esso stesso la mente, l’occhio e il resto per la mente, l’occhio e il resto e che non è conosciuto dalla mente, dall’occhio e dal resto – quell’Atman, eterna coscienza essenziale, io sono.

8. Quello che essendo uno, risplende auto-manifesto, dotato di pura intelligenza, essendo luce in essenza, eppure appare come fosse variamente modificato attraverso i diversi organi interni, così come il sole risplende riflesso nell’acqua di diversi vasi – quell’Atman, eterna coscienza essenziale, io sono.

9. Come il sole, illumina innumerevoli occhi allo stesso tempo ed è lo stesso per ciascuno, così quell’Essere, l’unica intelligenza che illumina innumerevoli organi interni – quell’Atman, eterna coscienza essenziale, io sono.

10. Come i sensi illuminati dal sole catturano la forma degli oggetti, ma quando restano al buio non catturano più le forme, così quello da cui il sole stesso deve essere illuminato per illuminare i sensi – quell’Atman, eterna coscienza essenziale, io sono.

11. Come l’unico sole sembra moltiplicarsi nel riflesso dell’acqua agitata, e anche quando si riflette nell’acqua ferma si deve riconoscere separato, così quello che, realmente uno, sembra divenire molti nel movimento degli organi interni – quell’Atman, eterna coscienza essenziale, io sono.

12. Come uno la cui visuale è coperta dalle nubi pensa, nella sua illusione, che il sole sia coperto dalle nubi e abbia perso il suo splendore, così l’Essere sembra vincolato a colui che ha la mente oscurata – quell’Atman, eterna coscienza essenziale, io sono.

13. Quello che essendo uno, attraversa tutte le cose ma con nessuna entra in contatto, e che, come l’etere, è sempre puro e incontaminato nella propria essenziale natura – quell’Atman, eterna coscienza essenziale, io sono.

14. Come un cristallo puro può apparire differente se camuffato, così anche tu appari differente alle menti individuali; come la falce di luna appare tremolante nell’acqua, così anche tu, o Vishnu, sembri muoverti nel nostro mondo.”

di Hastamalaka
E’ uno dei primi quattro discepoli di Sankara. Si dice che il ragazzo fosse muto dalla nascita quando il Maestro lo incontrò e comprese che il suo silenzio era il voto di un asceta. Shankara lo benedisse e gli chiese “Chi sei?” al che il ragazzo rispose con un poema di dodici strofe l’Hastamalakastotra nel quale descrive se stesso come il Sé della pura Coscienza.

Tu sei il Supremo

Tu non sei un povero peccatore perso per una valle di lacrime che elemosina qualche frammento di grazia e di luce. L’idea di ritenersi un’entità limitata e separata dal resto del mondo: ecco l’illusione più radicata. La tua Vera Natura è il Supremo che fa esperienza di questo e infiniti altri mondi attraverso innumerevoli corpi ed esseri. Ricordati Chi sei ed ogni paura psicologica e mancanza giungerà alla sua estinzione. Questa realizzazione è un accadimento impersonale che può avvenire in infiniti modi perchè la Realtà Ultima è ovunque eppure irriducibile ad alcun oggetto o concetto limitato. Tuttavia non c’è approccio più diretto ad Essa dell’autoindagine (Atma-Vichara).

Oltre la sofferenza psicologica

“Vedere chiaramente il disordine è già di per se stesso ordine”
J. Krishnamurti

Se osserviamo bene la sofferenza psicologica è sempre il prodotto del nostro opporci a ciò che è. Si presentano situazioni, pensieri, sensazioni che per vari motivi non vogliamo e, attraverso questa opposizione, forniamo loro energia facendoli diventare piano piano “mostri” che monopolizzano la nostra mente. Allora, attraverso varie pratiche, cerchiamo di superare questa “infestazione mentale” che produce sofferenza, ma in questo modo soffriamo sempre di più perchè il dolore si nutre di conflitto e separazione, del nostro opporci ad esso. Invece se accogliamo ciò che accade senza nè opporci nè attaccarci, limitandoci a viverlo per quello che è, ovvero qualcosa di effimero e mutevole, la mente diventa istantaneamente più chiara.
E questa chiarezza mentale ci può senza dubbio essere d’aiuto per pre-sentire che la nostra vera natura è quella base consapevole, incondizionata, eternamente in pace e in silenzio, su cui tutto questo spettacolo di pensieri, percezioni, piaceri e dolori fluisce. Qualunque cosa accada siamo, sempre e comunque, l’Incondizionato. Allora l’esistenza cambia totalmente. Non ci sono più problemi e sofferenze psicologiche. C’è solo ciò che accade e la Realtà silenziosa ed incondizionata che lo testimonia e lo sostanzia.

La resa

Se la resa alla Vita è frutto di uno sforzo o una di una volontà, non ha nulla di autentico perchè è espressione sempre e comunque di ciò che si oppone alla resa stessa, ovvero della coscienza egoica, identificata. Questo tipo di resa non scalfisce minimamente i meccanismi base dell’illusione. L’unica resa autentica è quella che accade da sè, spesso a causa di situazioni drammatiche. Questo tipo di resa è abbandono della Coscienza a Se Stessa, pace senza limiti che permea qualsiasi tempesta, dissolvimento del movimento di qualcuno che si oppone o reagisce a qualcosa o qualcun altro. Vedere chiaramente questo è già l’inizio della resa stessa.

Essere Uno, non qualc”uno”

Dichiararsi illuminati, cercare persone illuminate, dare tagliandi e pagelle sull’illuminazione o non-illuminazione di questo o quello, significa solo una cosa: che non c’è stata alcuna illuminazione o risveglio.
Risvegliarsi al fatto che nessuno si risveglia perchè si realizza profondamente che il risveglio è il dissolvimento del sogno di essere qualcuno in particolare: questo è l’inizio della Chiarezza, della Liberazione, di Moksha.

Elogio del dissenso

decrescita

Con enorme gioia mi dissocio dal ritenere che:

– l'essere umano sia fondamentalmente egoista e tendente al "male" e che per contenere tale natura siano necessarie leggi, norme, governi, repressioni, religioni, paradisi e inferni;

– l'essere umano sia solo un corpo e una mente;

– la competizione porti l'uomo a migliorare e ad evolversi;

– nessuno faccia niente per niente;

– un sistema economico basato sulla crescita infinita sia qualcosa di non oltraggioso per l'intelligenza umana; 

– il profitto e la finanza siano prima di quasiasi cosa comprese la dignità, la felicità e la salute di tutti gli esseri; 

– l'essere umano sia un consumatore, un animale da supermercato; 

– l'esistenza di banche private, ed in particolare di banche centrali private come la FED e la BCE, non sia una sciagura immane per gli esseri umani;

– che sgobbare 8 ore al giorno per 11 mesi all'anno per produrre beni in buona parte superflui non sia qualcosa di indegno ed oltraggioso per l'essere umano; 

– la finanza sia qualcosa di cui l'umanità non possa fare a meno;

– il debito pubblico sia qualcosa di reale; 

– non sia possibile garantire un tetto sulla testa, cibo e assistenza sanitaria a tutti gli esseri umani;

– gli stati e le frontiere siano qualcosa di positivo;

– la guerra e la violenza talvolta siano necessarie, che l'umanità non possa vivere definitivamente in pace ed armonia;

– le forze di polizia, gli eserciti e le armi siano necessarie a garantire la sicurezza degli esseri umani e non siano in realtà forieri di ancora più insicurezza;

– la criminalità organizzata non sia funzionale al potere costituito ed al sistema vigente;

– le credenze religiose siano necessarie all'essere umano per vivere una vita degna, felice ed aiutino concretamente l'umanità ad essere più unita;

– chi basa la propria vita su dogmi di tipo ideologico, religioso e, talvolta, anche scientifico, sia degno di prestigio e venerazione; 

– le chiese, le moschee, i templi, ecc. siano luoghi più "sacri" del resto dell'universo;

– l'uomo non possa vivere in piena salute senza utilizzare prodotti di origine animale, frutto di orrori e torture sistematiche ai danni di esseri senzienti;

– possa esistere una qualche forma di gerarchia non corrotta e non foriera di disuguaglianze, violenza, repressioni e ingiustizie; 

– non possa funzionare una società umana organizzata in modo non-gerarchico, basata semplicemente sul rispetto, sulla solidarietà, sul bene comune, sul rispetto dell'ecosistema e sulla compassione indiscriminata verso tutti gli esseri; 

– l'umanità non possa fare a meno di classi sociali, corporazioni, ordini, caste, tifoserie, di tutte le forme tribali e neo-tribali;

– la centralità della famiglia sia necessaria per uno sviluppo sano dell'essere umano; 

– non possa essere più efficace un sistema educativo senza nè voti, nè primi della classe, basato sull'enorme attitudine all'apprendimento dei bambini e non sull'ottusità del mero studio, dove l'insegnante non sia un essere umano gerarchicamente superiore ma un semplice facilitatore. 

 

La lista potrebbe essere ancora molto lunga ma qui per ora mi fermo. 

I poteri politici, economici e religiosi possono tentare di imporci quello che vogliono. Non possono tuttavia privarci del sacrosanto diritto di esercitare il dissenso, ovvero di dissociarci dal pensiero dominante. 

Non sottovalutiamo l'enorme potenziale trasformativo che risiede nel dissenso, se chiaro, netto e non-violento! Quante volte, ogni giorno, attraverso le più piccole azioni e pensieri, diamo il nostro tacito assenso a una miriade di pratiche che non condividiamo? Cosa succederebbe se semplicemente iniziassimo a dire pacificamente di NO, ad astenerci? I poteri possono avere parecchio margine di manovra su una popolazione in contrapposizione violenta ma cosa possono fare contro una massa pacificamente dissenziente? In tal caso l'ingranaggio non può che fermarsi, collassare su se stesso per mancanza di supporto dal basso. Coltiviamo dunque quotidianamente il dissenso come un fiore prezioso, che richiede massima attenzione, dedizione e cura.