Incontro 7.12.2012 – Vademecum dell’esploratore interiore

Jakob Böhme – Frammenti

“Nessuno conosce veramente il proprio sé, finché non lo trova nell’Unità del Tutto”.

“Non devi fare nulla, ma abbandonare la tua volontà alla propria disposizione. Le tue cattive qualità si indeboliranno e ti tufferai con la tua volontà nell’Uno dal quale uscisti in principio. Tu giaci prigioniera delle creature: abbandona la tua stessa volontà e morranno in te le creature e le loro  cattive inclinazioni, che ti trattengono perché tu non vada a Dio”. 


“L’Uno, il “Sì”, è puro potere, è la vita e la verità di Dio, o Dio stesso. Dio però sarebbe inconoscibile a Se stesso e in Lui non vi sarebbe alcuna gioia o percezione, se non fosse per la presenza del “No”. Quest’ultimo è l’antitesi, o l’opposto, del positivo o verità; esso consente che questa divenga manifesta, e ciò è possibile solo perché è l’opposto in cui l’amore eterno può divenire attivo e percepibile.”

“Il tuo stesso udito, la tua stessa volontà e la tua stessa vista ti impediscono di vedere e udire Dio. Esercitando la tua volontà, ti separi da quella di Dio e impiegando la tua vista, tu vedi solo entro i tuoi desideri, mentre tali desideri ostruiscono il tuo stesso senso dell’udito, chiudendoti le orecchie con ciò che appartiene alle cose terrene e materiali. Ciò ti mette a tal punto in ombra che non puoi scorgere ciò che è supersensoriale e al di là della tua natura umana. Ma se rimani tranquillo, e ti trattiene dal pensare e dal sentire con il tuo sé personale, allora ti verranno rivelati l’udito, la vista e la parola eterni, e Dio vedrà, sentirà e udrà attraverso di te.”

La musica delle Sfere

Solar SystemL'Universo è Musica e questo corpo-mente è uno strumento che risuona all'unisono con le Sfere.

L'unico elemento di dissonanza nella sinfonia è la presenza del "suonatore" che si accanisce nel tentativo di adattare alla propria personale melodia non solo il corpo ma anche l'intero universo.
Tuttavia l'unica cosa che può fare è creare dissonanza fino a snervarsi a suon di note stridenti e stonate. Stecca dopo stecca può capitare che comprenda la vanità del tentativo e dunque cessa di voler essere compositore per rimanere semplice esecutore: cerca dunque con mille tecniche di "riconnettersi", di conformare la sua musica a quella dell'Universo.

Ma le dissonanze permangono perché è lui la dissonanza. Di fallimento in fallimento, di dolore in dolore il suonatore giunge infine a fermarsi, alla resa. Il meccanismo si inceppa e il suonatore si dissolve nel nulla da cui è provenuto per lasciare l'intero campo a ciò che è sempre stato presente: la Musica delle Sfere.

Enjoy the Sound.

Specchi

"Al di là delle idee di giusto e sbagliato
c'è un campo. Vi incontrerò laggiù.
Quando l'anima si riposa su quel prato,
c'è pienezza inesprimibile.
E idee, linguaggio, anche l'espressione "l'un l'altro"
non hanno più alcun significato. "


"Tu non hai idea
di quanto sia stato difficile trovare 
un dono da portarTi.
Nulla sembrava la cosa giusta.
Che senso ha portare oro
ad una miniera d'oro,
oppure acqua all'Oceano.
Ogni cosa che trovavo,
era come portare spezie in Oriente.
Non Ti posso donare il mio cuore
e la mia anima,
perché sono già Tue.
Così, Ti ho portato uno specchio.
GuardaTi
e ricordami
."

 

Jalāl al-Dīn Rūmī

Saggezza Ermetica

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Traduzione di un antico testo egizio intagliato sulla porta d’accesso ad un sacro sito:

“Finalmente ho raggiunto il MIO traguardo
e risolto il segreto della mia anima:
Io sono QUELLO a cui rivolgevo le preghiere,
QUELLO a cui chiedevo aiuto.
Sono QUELLO che ho cercato.
Sono la stessa vetta della MIA montagna.
Guardo la creazione come una pagina del MIO stesso libro.
Sono infatti l’UNICO che produce i molti,
della stessa sostanza che prendo da ME.
Poiché TUTTO è ME, non vi sono due,
la creazione è ME STESSO, dappertutto.
Quello che concedo a ME stesso,
lo prendo da ME stesso e lo do a ME stesso,
l’UNICO, poiché sono il Padre ed il Figlio.
Quanto a quello che voglio,
non vedo altro che i MIEI desideri, che sgorgano da ME.
Sono infatti il conoscitore, il conosciuto, il soggetto, il governante ed il trono.
Tre in UNO è quello che sono
e l’inferno è solo un argine che ho messo al MIO stesso fiume,
allorché sognavo durante un incubo.
Sognai che non ero il SOLO unico e così IO stesso iniziai il dubbio,
che fece il suo corso, finché non mi svegliai.
Trovai così che IO avevo scherzato con ME stesso.
Ora che sono sveglio, riprendo di sicuro il MIO trono
e governo il MIO regno che è ME stesso, il Signore per l’Eternità.”