Nel “mio” mondo…

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Nel “mio” mondo non ci sono:

  • nazioni, frontiere, partiti, tribù ma libera socialità tra simili in un pianeta che non conosce astratte linee geografiche chiamate “confini”;
  • stati, tribunali, carceri e corpi di polizia ma rispetto tra esseri umani che riconoscono, praticano e condividono il valore del rispetto reciproco e dell’innocuità (Ahimsa);
  • scontri ideologici ma il riconoscimento della relatività di tutte le idee;
  • guerre e lotte tribali ma riti di pace e unità;
  • bene e male, redenzione e colpa, ma azioni innocue ed azioni che producono sofferenza a me stesso ed agli altri;
  • dittature della maggioranza chiamate ironicamente “democrazia” ma un vivere sociale non-gerarichico, ovvero organizzato orizzontalmente;
  • religioni e chiese ma spiritualità libera e condivisa il cui spazio sacro è l’Universo;
  • fedi e credenze ma la realizzazione diretta della nostra Vera Natura, il Supremo;
  • guru che si autoproclamano “esseri superiori” ma amici gentili che aiutano semplicemente a comprendere che non c’è altro Maestro della nostra Vera Natura (SatGuru);
  • artisti e star ma forme d’arte collettiva e partecipata;
  • competizioni ma agire solidale.  Non ci può essere vera felicità se altri miei simili soffrono o rimangono indietro, se sono io a vincere e tu a perdere;
  • luoghi di indottrinamento di massa quali scuole, università, seminari, madrasse colme di studenti standardizzati in cui è stato ucciso il desiderio di sapere, ma libera circolazione e condivisione della Conoscenza;
  • nozioni ed espressioni culturali vuote ma sapere che si fa Conoscenza, ovvero sapere intuitivo che si radica nell’Unità sostanziale della manifestazione;
  • allevamenti industriali, ovvero campi di tortura e sterminio per esseri senzienti ma riconoscimento della dignità di tutti gli esseri viventi;
  • farmaci per lenire i sintomi di uno stile di vita patogeno ma salute reale, coltivata attraverso uno stile di vita e alimentazione globalmente sani;
  • banche, soldi, finanza e tasse ma condivisione responsabile di risorse tra esseri umani;
  • matrimoni, divorzi, contratti e carte fondate sul sospetto e sulla paura, ma relazioni d’Amore tra esseri umani liberi;
  • attaccamento a tutto senza Amore, ma Amore verso tutto senza attaccamenti.

Questo ed altro ancora sto coltivando nel mondo che, attraverso il mio pensiero e azione, sto contribuendo a co-creare insieme a un numero crescente di esseri umani che semplicemente si sono stancati di vivere in un carcere senza sbarre da loro stessi creato. Chiunque voglia unirsi interiormente alla co-creazione è il benvenuto!

Buon 2013 a tutti!

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Incontro 7.12.2012 – Vademecum dell’esploratore interiore

La felicità non conosce opposti

Se prendiamo una lampada e la puntiamo verso un oggetto vedremo che proietta un’ombra. Se aumentiamo la luminosità della lampada potremo constatare come l’ombra diventi sempre più netta e intensa con l’aumentare della luce. Questo accade perché luce ed ombra sono strettamente interconnesse, complementari e interdipendenti. Lo stesso si può dire di tutte le infinite coppie di opposti che l’umanità pare prendere molto sul serio: bene e male, giusto e sbagliato, male e bene, dio e uomo, io e altro da me, soggetto e oggetto, iniziati e profani, compatrioti e stranieri, credenti e atei, ecc. La mente è un’inesauribile fucina di opposti perché il pensiero è per sua natura dualistico: appena pensiamo a X produciamo immediatamente il concetto di opposto di X o -X. Fin qui tutto bene. Il problema insorge quando iniziamo a considerare questi opposti come reali e non per quello che sono: costruzioni apparenti con le quali la mente filtra, organizza e frammenta il flusso UNITARIO dell’esperienza.

Ed è proprio perdendoci in questi opposti che inizia il grande sonno dell’avidya, dell’ignoranza, l’amaro sonno della separazione e della paura.

La mente ci induce a pensare di essere delle entità separate e dunque inventiamo pratiche e insegnamenti che ci permettano di ovviare a questa separazione. Ma tali pratiche sono illusorie almeno quanto l’idea stessa di essere entità separate. Non c’è nessun “Uno” da qualche parte da sperimentare. E’ già qui, lo stiamo già sperimentando, è tutto ciò che è. La separazione è solo concettuale, apparente, non reale.

Assopiti nel sogno della separazione degli opposti ci illudiamo che sia “bene” sviluppare e coltiviare pensieri positivi, benevoli, amorevoli, ecc. non rendendoci conto che proprio in questo modo andiamo inevitabilmente ad incrementare anche il polo opposto, ciò che riteniamo negativo. Luce ed ombra non possono che andare insieme. Per questo le lotte e crociate contro il Male, le tenebre, ecc. sono, oggi come un tempo, efficienti narcotici di massa. La vera posta in gioco è mantenere gli esseri umani nel dualisimo e nell’ignoranza.

“Coltiva e proietta pensieri di abbondanza, di ricchezza perchè così potrai ottenere tutto ciò che desideri!” molte voci vanno ripetendo in ogni dove.
Tuttavia chi coltiva questi pensieri e desideri è proprio quella coscienza egoica che sta all’origine del senso di mancanza, della paura, della separazione. Dunque è facile comprendere che ciò che realmente stiamo attraendo non è proprio quello che pensiamo di attrarre. Focalizzandoci sui soldi tutto il giorno quello che proietteremo è semplicemente il nostro senso di mancanza, l’avidità, la paura della povertà, ecc. E la manifestazione risponderà di conseguenza…

E’ ora che iniziamo a comprendere che l’unica vera pienezza non può che emergere nel momento in cui ci eleviamo al di sopra degli opposti, smascheriamo il valzer illusorio e dualistico della mente concettuale e ci apriamo alla realizzazione della nostra Vera Natura, senza forma, sovramentale.

Allora possiamo comprendere che il “segreto” per vivere una vita felice non è immaginarci come felici o inseguire una qualche felicità. Realizziamo invece l’intrinseca perfezione di tutto ciò che è, gustando e celebrando il variegato spettacolo del mondo in tutte le sue forme, suoni, colori, meraviglie e assurdità.
Cessiamo allora di voler cambiare il mondo e permettiamo alla nostra Vera Natura, che è Gioia, Pienezza, Beatitudine, di riemergere e illuminare una mente che non è più un confuso comandante ma un pronto servitore.

Cessiamo dunque di inseguire l’idea di una qualche felicità: SIAMO Felicità.

Bene e Male

“Cercare l’Uno al di sopra del bene e del male…” canta F. Battiato e questa affermazione condensa a mio parere un nodo chiave della ricerca della nostra vera natura.
Non è poi così difficile constatare come bene e male siano concetti relativi ed interdipendenti: il bene si pone solo in relazione al male e viceversa. Va da sè che anche l’esistenza di Satana e del Male come realtà “autonome” sia un paradosso insostenibile, anche e soprattutto dal punto di vista teologico. Se Dio è Onnipotente infatti, non si può giustificare un principio antagonista ed avverso, che di per se stesso vanifica la sua onnipotenza!!!
Dunque rimangono solo le seguenti opzioni:
– Dio ha creato e sostiene il Male
– Dio non è onnipotente
– il Male, inteso come principio autonomo, è privo di esistenza.
Il conflitto tra Bene e Male è dunque un mega-paradosso dottrinale, connaturato a tutti i monoteismi, sul quale viene calato il consueto “mistero della fede”.
La Realtà, come espresso con vari linguaggi da tutte le tradizioni Non-Duali, è che esiste un unico principio Cosciente che proietta il grande spettacolo di quest’esistenza. Non c’è nulla che non sia sua manifestazione, anche l’illusione stessa della dualità e della separazione. Tutto ciò che interpretiamo come negativo è solo qualcosa di funzionale al gioco base della Coscienza su questo piano di esistenza: il perdersi e il ritrovarsi, l’ignoranza e il risveglio, il sogno della dualità e la “reminiscenza” dell’Unità. Siamo qui per cercare il Supremo con i “suoi occhi”. Ed è in questo il significato profondo dell’Amore e della Compassione. Come ci può essere infatti Amore in chi frammenta l’esistenza tra buoni e cattivi, perduti e salvati, paradisi e inferni, aldilà e aldiquà, ecc? L’Amore o comprende tutto o non è! 🙂
I vari soggetti che combattono Satana o lo adorano con festini e rituali di varia natura, dormono profondamente nel sonno della dualità e della separazione. Paiono antagonisti ma in sostanza non sono poi così diversi. Parlano quasi tutti di amore (anche occultisti luciferiani come Crowley) ma nei fatti sono sacerdoti della separazione, dell’odio e della dualità. E’ proprio per questo che, in nome della lotta a Satana ed al Male, i monoteismi (e non solo il cattolicesimo) hanno compiuto e compiono ancora oggi le cose più aberranti (vd i gruppi fondamentalisti di tipo islamico e cristiano). Ma anche questi “disastri”, non dimentichiamocelo, sono funzionali al gioco impersonale della Coscienza. 🙂

Il diritto al delirio

“(…) Nel 1948 e nel 1976, le Nazioni Unite proclamarono le grandi liste dei diritti umani: tuttavia la stragrande maggioranza dell’umanita’ non ha altro che il diritto di vedere, udire e tacere. Che direste se cominciassimo a praticare il mai proclamato diritto di sognare? Che direste se delirassimo per un istante?
Puntiamo lo sguardo oltre l’infamia, per indovinare un altro mondo possibile: l’aria sarà pulita da tutto il veleno che non venga dalle paure umane e dalle umane passioni; nelle strade, le automobili saranno schiacciate dai cani; la gente non sarà guidata dall’automobile, non sarà programmata dai calcolatori, nè sarà comprata dal supermercato, nè osservata dalla televisione; la televisione cesserà d’essere il membro più importante della famiglia e sarà trattato come una lavatrice o un ferro da stiro; la gente lavorerà per vivere, invece di vivere per lavorare; ai codici penali si aggiungerà il delitto di stupidità che commettono coloro che vivono per avere e guadagnare, invece di vivere unicamente per vivere, come il passero che canta senza saper di cantare e come il bimbo che gioca senza saper di giocare; in nessun paese verranno arrestati i ragazzi che rifiutano di compiere il servizio militare; gli economisti non paragoneranno il livello di vita a quello di consumo, nè paragoneranno la qualità della vita alla quantità delle cose; i cuochi non crederanno che alle aragoste piaccia essere cucinate vive; gli storici non crederanno che ai paesi piaccia essere invasi; i politici non crederanno che ai poveri piaccia mangiare promesse; la solennità non sarà più una virtù, e nessuno prenderà sul serio chiunque non sia capace di prendersi in giro; la morte e il denaro perderanno i loro magici poteri, e nè per fortuna nè per sfortuna, la canaglia si trasformerà in virtuoso cavaliere; nessuno sarà considerato eroe o tonto perchè fa quel che crede giusto invece di fare ciò che più gli conviene; il mondo non sarà più in guerra contro i poveri, ma contro la povertà, e l’industria militare sarà costretta a dichiararsi in fallimento; il cibo non sarà una mercanzia, nè sarà la comunicazione un’affare, perchè cibo e comunicazione sono diritti umani; nessuno morirà di fame, perchè nessuno morirà d’indigestione; i bambini di strada non saranno trattati come spazzatura, perchè non ci saranno bambini di strada; i bambini ricchi non saranno trattati come fossero denaro, perchè non ci saranno bambini ricchi; l’educazione non sarà il privilegio di chi può pagarla; la polizia non sarà la maledizione di chi non può comprarla; la giustizia e la libertà, gemelli siamesi condannati alla separazione, torneranno a congiungersi, ben aderenti, schiena contro schiena; una donna nera, sara’ presidente del Brasile e un’altra donna nera, sara’ presidente degli Stati Uniti d’America; una donna india governerà il Guatemala e un’altra il Perù; in Argentina, le pazze di Plaza de Mayo saranno un esempio di salute mentale, poichè rifiutarono di dimenticare nei tempi dell’amnesia obbligatoria; la Santa Chiesa correggerà gli errori delle tavole di Mosè, e il sesto comandamento ordinerà di festeggiare il corpo; la Chiesa stessa dettera’ un altro comandamento dimenticato da Dio: “Amerai la natura in ogni sua forma”; saranno riforestati i deserti del mondo e i deserti dell’anima; i disperati diverranno speranzosi e i perduti saranno incontrati, poichè costoro sono quelli che si disperarono per il tanto sperare e si persero per il tanto cercare; saremo compatrioti e contemporanei di tutti coloro che possiedono desiderio di giustizia e desiderio di bellezza, non importa dove siano nati o quando abbiano vissuto, giacchè le frontiere del mondo e del tempo non conteranno più nulla; la perfezione continuerà ad essere il noioso privilegio degli dei; però, in questo mondo semplice e fottuto ogni notte sarà vissuta come se fosse l’ultima e ogni giorno come se fosse il primo.”

Tratto da “Il diritto al delirio” di Eduardo Galeano

Sulla Bellezza

edVisX18Bmrrp5oxgheFgwdoo1_500La Bellezza e l'Amore sono quando voi non ci siete.
J. Krishnamurti

Pre-sentiamo Bellezza quando si dissolve qualcuno che insegue il Bello. 
Non c'è più senso di separazione: io che osservo qualcosa di bello. Siamo "stregati", assorbiti totalmente da ciò che stiamo contemplando o facendo. 
Se siamo persi nell'ignoranza, siamo indotti a ritenere che la bellezza sia qualcosa di inerente all'oggetto di contemplazione o al tipo di azione che stiamo facendo. Dunque cercheremo di carpire tale bellezza fotografando o filmando ciò che stiamo contemplando o facendo. Tornando il senso di separazione, sarà dunque inevitabile il dissolversi del senso di Bellezza. 

L'oggetto o l'azione che reputiamo belli ci hanno offerto solo un pretesto per assorbirci, dileguare per un poco la nebbia egioca, mentale ed emozionale in cui è così facile incapsularci. In questo modo ci hanno dato una preziosa occasione per ritornare spontaneamente a noi stessi, dissolvendo per un istante, un minuto, un'ora, un giorno il dilaniante senso di essere qualcuno che contempla o compie qualcosa. 

Rimangono solo Agire e Contemplare, vasti, ineffabili e impersonali. E in questo c'è Bellezza, pre-sentimento di ciò che siamo, della nostra Vera Natura esattamente come lo sono la Pace, l'Amore, la Gioia, la Beatitudine, ecc. Ogni volta che, per qualche motivo, ritorniamo al nostro stato naturale non possono non percepirli esattamente come quando ci buttiamo in acqua non possiamo non percepire il senso di bagnato. 

Quando iniziamo a realizzare di essere quella Bellezza che andavamo cercando ovunque, l'intera esistenza inizia a permearsi di Meraviglia. 
Iniziamo a percepire e vedere la Bellezza ovunque e diventiamo portatori sani di Bellezza in un mondo di portatori malati di tristi merci estetizzanti. 
La Bellezza ha infatti molto più a che fare con la non-forma che con la forma, più con l'invisibile che con il visibile, più con il togliere più che con l'aggiungere. Bellezza è Neti Neti, né questo, né quello, qualcosa di sostanzialmente indefinibile eppure estremamente significativo nella nostra vita. 

Per questo la ricerca della Bellezza è uno degli infiniti sinonimi della ricerca del Sè, del Supremo, della Nostra Vera Natura. Esattamente come lo sono la ricerca della Felicità, di Dio, della Pace, ecc.

ARS REGIA e Non-Dualità

0a246ba07c8367ab31769b74e9808978_medium"L'alchimia serve a separare il vero dal falso."
Teofrasto Paracelso

L'Ars Regia, l'Alchimia, è sostanzialmente un un'opera simbolica, anche se qualcuno pensa che davvero l'opera degli alchimisti si esaurisse nel lavoro con fornelli, mercurio e metalli. L'Alchimia, come molti sanno,fu velata da simboli e allegorie nonchè travestita da arte materiale per sfuggire all'Inquisizione ed alle persecuzioni religiose che hanno insanguinato l'Europa per secoli. 
Al lavoro alchemico esteriore infatti corrisponde una trasmutazione alchemica interiore che è sostanzialmente una trasformazione coscienziale. La "pietra filosofale" è la realizzazione della nostra Vera Natura, indifferenziata, senza forma, onnipervasiva. Realizziamo di essere quell'Indicibile Consapevole che rende possibile l'intero universo. 
Ma per integrare completamente questa realizzazione bisogna, secondo l'Ars Regia, passare attraverso un processo ben chiaro:

– NIGREDO o opera al nero, in cui la materia si dissolve, putrefacendosi; Traduci: ci disidentifichiamo da tutto ciò che è grossolano, ciò che ha forma, ciò che è manifesto, ciò che è un semplice contenuto della Pura Consapevolezza. Nigredo è DISIDENTIFICAZIONE TOTALE. 

– ALBEDO o opera al bianco, durante la quale la sostanza si purifica, sublimandosi; Traduci: ci realizziamo come Puro Indicibile senza forma, che non può essere inquadrato e definito da nessun concetto, immagine o idea perché è ciò che li comprende tutti senza a sua volta poter essere compresa. Albedo è REALIZZAZIONE INTUITIVA DEL SE'. 

– RUBEDO o opera al rosso, che rappresenta lo stadio in cui si ricompone, fissandosi; Traduci: è la fase di "ricomposizione" in cui realizziamo che l'intero universo è sì un contenuto effimero nell'Indicibile Consapevole che siamo, ma esso non è separato da noi, come le onde non sono separate dall'acqua che le compone. La forma è il prodotto della Non-Forma. Rubedo è la REINTEGRAZIONE FINALE, la "ricomposizione" di ciò che era stato sempre ritenuto separato. Realizziamo che noi siamo il mondo ed il mondo è noi. Solo quando questa fase si completa possiamo parlare di pienezza del Risveglio perchè realizziamo il "mistero" della Compassione, intesa come percezione profonda dell'Unità di esseri e Coscienza. 
Alla luce di tutto questo può essere compreso il significato profondo della formula alchemica per eccellenza: "Solve et coagula" (sciogli/scomponi e coagula) che sintetizza in sè tutto il processo realizzativo: disidentificati da ciò che è una tua proiezione, un tuo contenuto, e realizza la tua Vera Natura, Non-Duale, reintegrando in te l'intera manifestazione. 
L'immortalità conferita dalla "pietra filosofale" non è dunque la presunta immortalità dei corpi (fisici o sottili che siano) che molti attribuiscono a leggendari alchimisti tipo il Conte di Saint Germain o Fulcanelli, ma la realizzazione della nostra Vera Natura, Non-Nata in quanto è ciò in cui si articola l'apparente ciclo di vita e di morte senza minimamente condizionarla. E l'oro che viene prodotto non è l'oro fisico ma l'Oro Supremo della Conoscenza Realizzativa, Jnana in India, Gnosi in Occidente. In questo senso l'Ars Regia può essere annoverata tra le grandi Tradizioni Non-Duali dell'umanità.

Amore

Lava_Flow_from_Kilauea_Volcano,_HawaiiAmore, pace, gioia, libertà sono ciò che realmente siamo, sinonimi della nostra Vera Natura. 

Per questo se ci illudiamo di poterle trovare in qualcosa o qualcuno non possiamo che rimanere delusi. E' la ricerca stessa a impedirci di prendere coscienza di ciò che siamo, siamo sempre stati e sempre saremo.
 
Questo può essere facilmente riscontrato nel quotidiano. Più cerchiamo la pace, ad esempio, e meno la troviamo. Cessiamo di cercarla ed ecco che la pace emerge. Oppure cerchiamo la felicità nel soddisfacimento di un desiderio. Finchè esso non si realizza siamo infelici. Quando si realizza percepiamo per un minuto, un'ora, un giorno felicità ed appagamento. Ma appena emerge un nuovo desiderio ecco che la felicità svanisce. Che cos'era dunque la felicità che abbiamo provato per un poco? Era il nostro stato naturale che era emerso tra il dissolvimento di un vecchio desiderio, in quanto soddisfatto, e l'apparire di un nuovo desiderio. 

Non è dunque il soddisfacimento dei desideri a renderci felici, ma l'emergere del nostro stato naturale tra un desiderio e l'altro. Ogni volta che consapevolmente o inconsapevolmente "torniamo a noi stessi" non possono che emergere amore, pace, gioia, libertà.  
Il nostro stato naturale, la nostra Vera Natura, è sempre lì. Non può mai abbandonarci. E' l'ego che la oscura perdendosi nel mondo, nel desiderio di questo o quello, nelle fantasie, nelle esperienze, nelle suggestioni sensoriali. 

E' un errore tuttavia pensare che estinguere il desiderio, attenuare il più possibile le percezioni e i piaceri dei sensi sia l'unico modo per essere felici. Ci si condanna in questo modo a una vita arida ed inappagante.
Si tratta semplicemente di prendere coscienza del nostro stato naturale, che non può essere estinto ed intaccato da nulla. Possiamo essere in mezzo al caos ed alle suggestioni della città come nel silenzio maestoso delle vette. Non cambia nulla. Il silenzio e la pace della nostra Vera Natura è sempre lì. Se presumiamo che sia qualcosa da cercare, lo perdiamo. Idem se pensiamo che sia circoscrivibile all'interno di una qualche dottrina, dogma, credenza, concetto, esperienza, ecc. 
Ciò che siamo comprende tutti questi senza essere a sua volta compreso da nulla. 

Tuttavia pare sia necessario per molti iniziare la ricerca ed è giusto così. Ma tutti gli "onesti cercatori" giungono ad un punto in cui realizzano che ciò che cercavano è qualcosa che non li ha mai abbandonati e mai li abbandonerà. Si realizza dunque l'illusorietà del cercatore e della ricerca stessa. Non rimane che un vivere impersonale che è un processo di continuo e gioioso apprendimento.  Da tragica lotta, gretto affare, la vita diventa celebrazione permanente. 

Amore, pace, gioia, libertà SONO.
Non possono essere nè dati nè ricevuti. Sarebbe come cercare di dare e ricevere lo spazio che è ovunque. Esso non  può essere nè perso nè afferrato nella sua totalità. Allo stesso modo più ci sforziamo di dare e ricevere amore, più siamo infelici, per il semplice fatto che è un non-senso. L'Amore è la forza che tiene insieme l'intero universo, muove ogni più piccola cellula. Pervade ogni cosa, illumina tutto senza essere illuminato da nulla. 

Noi siamo Amore e ogni cosa è Amore.
Ma innamorandoci di qualcuno in particolare tradiamo l'Amore stesso. E' come se l'acqua dicesse: "io sono solo me stessa in una singola onda" e rifiutasse in questo modo la totalità dell'oceano, la propria natura onnipervasiva. 
Dimorare nell'Amore è saggezza e liberazione. Innamorarsi di qualcuno in particolare è illusione, cercare di ridurre l'oceano ad un'onda. Ci possono essere attrazione, legame, sintonia, tenerezza, intimità, sesso, complicità, affetto con qualcuno. Ma questi sono solo il fumo di una fiamma che non conosce limitazioni. Limitare l'Amore è tradire l'Amore stesso. Chi dimora nell'Amore dona affetto, sesso, tenerezza, ecc. ma sa bene che l'Amore non può essere nè ricevuto nè dato. L'Amore semplicemente E'. 

Jnani Lifestyle

compassion-tiger-12010Non c'è una formula riguardante il vivere pratico.

Alcuni interpretano la rinuncia in termini esteriori e praticano una vita di austerità, si emarginano dal mondo, ecc. Ma spesso, non avendo sradicato l'illusione e l'identificazione con l'ego e un corpo-mente, la loro è solo una rinuncia ipocrita. Hanno apparentemente rinunciato al mondo ma dentro di loro ribollono, la loro mente è piena di attaccamenti e disprezzo.

La rinuncia all'identificazione con un corpo-mente, da cui l'ego si è originato, è l'unica vera rinuncia da effettuare. Una volta avvenuta si comprende che non è poi così importante come si vive la vita pratica. Puoi essere libero sia come re che come mendicante. Ciò che cambia è che, dissolvendosi il sogno egoico di essere colui che agisce, emerge una incondizionata accettazione per ciò che è. Di qui possono emergere anche compassione e un atteggiamento mite e giocoso nei confronti della manifestazione. Ma non è detto. Il Jnani semplicemente sa che tutto ciò che accade è perfetto così com'è e solo l'ego divide il mondo in giusto e sbagliato, propizio e sfigato, ecc. L'organismo corpo-mente fa il suo corso nella manifestazione, recita la sua parte come miliardi di altri esseri animati e inanimati. Solo la consapevolezza senza forma che rende tutto questo film possibile è libera e incondizionata.
Quindi scopriamo di essere sempre stati interiormente liberi e le domande riguardo al "come" vivere l'esistenza non saranno più troppo importanti.

Cosa dire a proposito della compassione?
Compassione è "patire" + "con". "Patire" in latino è “sentire”, provare pathos. Quando sentiamo profondamente che noi siamo il mondo ed il mondo è noi, che tutto non è altro che espressione di un'unica sostanza che è il Sè la compassione non può che emergere spontaneamente. Il significato che in italiano diamo al termine compassione, a causa forse del condizionamento cattolico, è parecchio legato a carità, "opere di bene" , ecc. Ma la carità implica sempre che ci sia io che sto bene e tu che sei uno sfigato e ti do qualcosa, presumendo che in questo modo sarò ricompensato in Paradiso ed amenità del genere. Si tratta dunque di una pratica strettamente egoica e dualistica, basata sulla separazione. Per questo nelle istituzioni cosiddette caritatevoli trovi una quantità incredibile di corruzione e doppi fini. Gran parte della gente fa volontariato per se stessa, usa gli altri per colmare la propria vita vuota. Ma va bene così, anche questo fa parte del gioco!
La compassione del Jnani è invece puro Amore disinteressato, diretta espressione dell'Uno. Io sono te, tu sei me, io sono Dio, tu sei Dio perchè ogni cosa è Quello. Chi dunque deve aiutare chi? L'amore diventa qualcosa di spontaneo, non interessato all'acquisizione o al profitto. Il Jnani è già completo perchè è cosciente di essere tutto, e dimora nella sua vera natura che è un oceano infinito di Amore. Quando agisce lo fa con la spontaneità di un fiore che cresce o di un gracchiare di un corvo. Accade e basta senza particolari interessi. Agisce perchè non si può fare a meno di agire, ama e aiuta tutti gli esseri animati e inanimati spesso senza neanche la consapevolezza di stare aiutando qualcuno. La vita fa il suo corso, tutto accade e basta, impersonalmente. Il suo amore non è più egoico ed il suo aiuto non è più interessato, anche solo alla soddisfazione personale.
Questo non vuol dire che il Jnani si debba dare x forza ad attività sociali, ecc. Alcuni lo fanno, altri no. Molti si dedicano spontaneamente al gesto di Amore più autentico che è lo stimolare al risveglio altri esseri umani. Questo avviene nelle modalità più disparate. Non c'è azione più amorevole in questo mondo. Rispetto a questo, dare del cibo a mille persone è ben poca cosa. Ma serve anche quello.
Altri fanno semplicemente una vita appartata, ma ben presto le persone iniziano a cercarli. Altri sono presi per matti, altri ancora uccisi perchè la cultura locale non può accettare che esistano esseri umani liberi. Ma anche sul patibolo il jnani non può non provare compassione per la totalità della manifestazione, uomini, animali, piante e oggetti "inanimati". Quanti eretici sono andati al rogo con l'amore nel cuore e perdonando i loro aguzzini? Tutto dunque è possibile.
Non c'è dunque un lifestyle standard per il Jnani. Ed è proprio questo il bello!