Azioni

ImageNon esistono azioni giuste o sbagliate. C’è solo l’azione che accade che è necessariamente l’azione più appropriata alla circostanza, al naturale evolversi degli eventi, al manifestarsi impersonale del grande spettacolo della manifestazione. In sostanza ciò che accade è ciò che deve accadere. L’esistenza infatti si muove infatti per necessita’…. Niente di più e niente di meno. Perchè dunque tormentarsi con rimorsi e rimpianti?

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3 thoughts on “Azioni

  1. Ciao,

    esistono eccome, sul piano relativo.
    Il fatto che la consapevolezza (ordinaria, non duale, senza azione etc etc) trascenda E INCLUDA le azioni non deve servire ad appiattirle tutte su uno sfondo amorale.
    Questo genere di insegnamenti autorizza molte persone a nascondersi dietro il capro espiatorio del ‘Non sono io ad agire. E’ la consapevolezza che si manifesta’. (vedi insegnamenti di Ramesh, Liquorman, etc)

    Una storia racconta di un re che tradiva spesso la moglie con altre cortigiane. Quando un saggio di corte lo interrogò sui tradimenti il re rispose che non vedeva alcun problema: le cortigiane erano solo incarnazioni della consapevolezza, che differenza poteva esserci tra loro e sua moglie ? Nei giorni seguenti il saggio organizzò una cena e al re venne servita una merda fumante. Stupitosi, il re chiese spiegazioni. Perché non la mangi ? disse il saggio. E’ anch’essa una manifestazione della consapevolezza !

    Meglio compiere azioni dharmiche (‘giuste’), e imparare a distinguere tra dharmico ed adharmico, piuttosto che levarsi la responsabilità delle proprie azioni in toto SOPRATTUTTO se non si è realizzata la propria natura non duale.
    Compiere azioni adharmiche è una sicura ricetta per l’ansia e il rimpianto.

    Fammi sapere cosa ne pensi.

    Un caro saluto.

  2. Ciao Stefano e benvenuto!
    Il tuo commento è sicuramente condivisibile. Preciso tuttavia che il mio post, come gran parte di quelli su questo sito, riguarda il “punto di vista” Assoluto e non quello relativo, e quest’ultimo, non dimentichiamoci, è solo apparente ma non Reale.
    Chiaramente la coscienza egoica può distorcere nel modo che evidenzi le affermazioni che arrivano da un livello Assoluto, sentendosi confusa e legittimata a giustificare ogni tipo di azione. Tuttavia anche questa distorsione fa comunque parte del gioco della Coscienza Impersonale, del suo continuo perdersi e ritrovarsi, e deve essere riconosciuta come tale.
    Più si entra nel merito della nostra vera natura impersonale, nonduale, più si dissolvono tutte le distinzioni, comprese quelle tra dharmico e adharmico che sono in fondo solo concetti relativi utili ad arginare in qualche modo la coscienza egoica, ovvero identificata con un corpo-mente. Giusto e sbagliato, ansia o rimpianto, rimorso e karma sono infatti concetti intimamente legati al sogno di essere un’entità personale che agisce, che nasce e che muore, che acquisisce o perde, ecc. Ed è proprio del risveglio da questo sogno che testi come la Baghavad, l’Avadhuta e l’Ashtavakra Gita trattano in modo sublime. Significativo è anche il fatto che il termine ego in sanscrito è indicato come “ahamkara”, ovvero come “io sono colui che agisce”. Questa è infatti l’illusione primaria. 🙂

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