Schiavi o uomini liberi?

freeUno schiavo deve essere produttivo, economico, ignorante, specializzato, preciso ed efficiente. Deve essere inoltre spietato con i suoi simili e obbediente per accattivarsi gli elogi e le grazie del padrone.

Un essere umano libero, invece, non può che esser saggio, olistico, compassionevole e solidale. Avendo smascherato la frode mentale che si nasconde dietro a concetti da schiavo come "efficienza" e "produttività" vive nell'armonia e nella quiete. 

Lo schiavo sopporta le vessazioni a cui è soggetto in nome di un poco d'evasione, talvolta terrena o più spesso ultraterrena. L'uomo libero invece vive celebrando l'esistenza e l'esistenza celebra la vita in lui, in ogni istante. 

Lo schiavo è un dio indotto a credersi un povero derelitto, un peccatore, una fedele pecorella, un precario che ringrazia chi gli da un posto in cui farsi sfruttare, umiliare e rapinare della vita. 
L'uomo libero è invece un dio consapevole del proprio potenziale, della propria vera natura non-nata e impersonale. L'uomo libero è cosciente di essere un creatore e vive di conseguenza. 

Uno schiavo vive nella paura, si pensa come debole, carente e limitato e dunque vive nel debito e nella penuria. Pensandosi povero ha bisogno continuamente di circondarsi di beni per colmare la povertà interiore in cui vive. E pensandosi debole concorre a dare potere a chi lo sfrutta. Possono infatti esistere tiranni e sfruttatori solo in relazione a uomini che si pensano come sottomessi. 

Un uomo libero invece, essendo cosciente della propria vera natura illimitata, vive nella ricchezza interiore e per questo dimora nell'abbondanza e nella celebrazione. Può vivere in una grotta con quasi nulla senza per questo sentirsi povero o limitato. O può vivere in una reggia senza per questo sentirsi sostanzialmente diverso chiunque altro. Questo perchè è consapevole che la vera ricchezza dell'essere umano non sta in ciò che "ha", ma in ciò che "è", nella propria vera natura. 
Utilizza dunque ciò che la vita gli da per sostenere il corpo ma non lega a questo la sua felicità. 

Lo schiavo prega Dio e i padroni per ottenere sempre qualcosa di più e si lamenta continuamente della propria sventura, pochezza e povertà. Lo schiavo pensa di vivere in una "valle di lacrime" e spera di passare "a miglior vita". 
L'uomo libero celebra l'abbondanza dell'Esistenza e si meraviglia come un bambino di fronte alla bellezza del mondo. L'uomo libero è cosciente che questo istante è tutto ciò che è. 

Lo schiavo mercanteggia e lotta per qualche briciola di sesso e di affetto. L'uomo libero Ama e per questo dimora nella Pienezza. 

Lo schiavo teme la morte e per questo vive continuamente nella paura del tempo, dei potenti, delle malattie, dei 2012 di turno, ecc. La paura lo rende ricattabile e per questo si costringe a una vita da vile, ipocrita e sottomesso. 
L'uomo libero ha invece realizzato di essere una Realtà non-nata e che ciò che muore è solo il corpo, un veicolo transitorio. Questo gli permette di vincere la paura primigenia, quella della morte, del dissolvimento, dell'estinzione che è alla base di tutte le paure che costringono l'uomo in schiavitù. L'uomo libero non è più ricattabile perchè ha vinto la paura. Per questo gli uomini liberi hanno sempre fatto paura agli schiavi: la loro esistenza è confutazione continua delle loro ridicole illusioni e tragiche paure. 

Una società di schiavi è gerarchica, corrotta, competitiva, repressiva, fondata sulla paura, sulla scarsità, sull'homo homini lupus, sul contratto-ricatto sociale, sull'alternanza fatica/evasione (=bastone/carota), sul sistema monetario. 
Una società di uomini liberi invece non può che essere non-gerarchica e solidale, fondata sull'Amore, sull'abbondanza, sul Bene comune, sulla celebrazione della Vita e della natura, in cui non si commercia povertà ma si condivide abbondanza di risorse. 

Lo schiavo è tale perchè si pensa come tale. Per questo ha bisogno di governanti, pastori e banchieri che crea e sostiene in relazione all'illusoria immagine di sè in cui vive confortevolmente imprigionato. 
L'uomo libero, invece, è tale perchè, avendo realizzato di essere il Supremo, ha cessato di pensare di essere qualcuno in particolare. 
In quanto dimora nella coscienza di essere la Totalità non ha più bisogno di nulla. Tutto ciò che arriva non è più un'elemosina, un salario o un soddisfacimento di un bisogno: è un lusso, qualcosa di gradito ma non necessario. 

Schiavi o uomini liberi? 
A noi la scelta… Non possiamo infatti sperare in una società differente se non realizziamo in noi stessi, innanzitutto a livello mentale, il cambiamento che vorremmo. Siamo infatti dei creatori, non delle vittime sacrificali.

La musica delle Sfere

Solar SystemL'Universo è Musica e questo corpo-mente è uno strumento che risuona all'unisono con le Sfere.

L'unico elemento di dissonanza nella sinfonia è la presenza del "suonatore" che si accanisce nel tentativo di adattare alla propria personale melodia non solo il corpo ma anche l'intero universo.
Tuttavia l'unica cosa che può fare è creare dissonanza fino a snervarsi a suon di note stridenti e stonate. Stecca dopo stecca può capitare che comprenda la vanità del tentativo e dunque cessa di voler essere compositore per rimanere semplice esecutore: cerca dunque con mille tecniche di "riconnettersi", di conformare la sua musica a quella dell'Universo.

Ma le dissonanze permangono perché è lui la dissonanza. Di fallimento in fallimento, di dolore in dolore il suonatore giunge infine a fermarsi, alla resa. Il meccanismo si inceppa e il suonatore si dissolve nel nulla da cui è provenuto per lasciare l'intero campo a ciò che è sempre stato presente: la Musica delle Sfere.

Enjoy the Sound.

Forme-Pensiero e Liberazione

risveglio"Conosci: "io sono Pura Consapevolezza" e sii felice delle ceneri, libero dall'angoscia. Poiché tutto ciò che si vede non è diverso da un serpente immaginato dove c'è solo una corda; ma tu sei quella gioia, la suprema conoscenza e consapevolezza; ora, sii felice. 
Se qualcuno crede di essere libero, è libero; se crede di essere legato
, è legato. Perciò è vero il detto: "Si diventa ciò che si pensa". "
Ashtavakra Samhita

"Si diventa ciò che si pensa." 
In modo conscio o inconscio siamo abilissimi creatori di forme pensiero attraverso le quali plasmiamo continuamente immagini di noi stessi così come dell'intero universo. Per questo chi si pensa continuamente come vittima è il miglior creatore di carnefici e aguzzini. Tuttavia non ci possono essere carnefici senza persone che si pensano vittime, così come non ci possono essere infidi pastori senza esseri umani che si pensino come un fedelissimo e insicuro gregge, ansioso di essere guidato. 
O astuti e sanguinari inquisitori senza la credenza in un astuto e sanguinario satanasso da combattere. O dittatori senza popoli zelantemente obbedienti ed ai quali in fondo va bene sottomettersi in quanto si pensano come sottomessi. O generali e guerre senza popoli impauriti che si pensano minacciati e dunque chiedono di essere difesi, governanti corrotti. O senza cittadini che beneficiano della corruzione e del nepotismo e che, lamentandosi in continuazione, sostengono e motivano senza sosta il sistema, alimentando le forme-pensiero che lo plasmano (vd. Italia). 

Insomma nelle forme pensiero c'è una potenza immensa di cui sempre più esseri umani stanno prendendo coscienza. 
Tuttavia la vera "svolta" non è passare dall'identificazione con una forma-pensiero a un'altra, da vittima a carnefice, da oppresso a dittatore, da ricco a povero, da sfigato ad affascinante, ecc. scornandosi per piegare l'universo ai nostri desideri, che è il gioco dell'esoterismo-fastfood stile The Secret e simili, accattivante al gusto ma sostanzialmente intossicante.

La vera "svolta" è realizzare di essere la non-forma consapevole da cui promana ogni forma-pensiero, ma che questa non-forma non può essere a sua volta rinchiusa in alcuna forma-pensiero. 

Questo perché ciò che siamo realmente non è un'idea, un'immagine, un concetto, un pensiero. Conteniamo ogni definizione senza a nostra volta poter essere definiti, ogni forma senza a nostra volta poter essere formati. Per questo, in qualsiasi forma-pensiero nella quale ci identifichiamo non possiamo che sentirci, in ultima analisi, infelici, inappagati ed in esilio. 

Come può infatti l'Illimitato non sentirsi infelice ed esiliato nell'identificazione con il limitato? L'intero video-game in questo piano di esistenza si articola su questo. 

Perciò realizza che "Si diventa ciò che si pensa", ma soprattutto "Conosci: "io sono Pura Consapevolezza" e sii felice delle ceneri, libero dall'angoscia." come ci ricorda senza posa la bellissima Ashtavakra Samhita.

Vademecum per aspiranti “GURU” di successo

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– Crea la giusta dose di mistero attorno alla tua vita ed evoca, senza entrare troppo nei dettagli, l'idea che tu abbia avuto "prestigiose" esperienze mistiche ed esistenziali; 

– Afferma di aver incontrato saggi, eremiti sconosciuti, angeli e maestri ascesi che ti hanno trasmesso tecniche segrete;

– Inscena qualche finto miracolo qua e là a cui tu fingerai di non dare molta importanza ma farai in modo che se ne parli. 

– Inventa elaborate tecniche di respirazione, posture, visualizzazioni e mantra in lingue "angeliche";

– Struttura una scala di iniziazioni per la rivelazione progressiva delle tue tecniche. Man mano che si procede tali iniziazioni devono diventare sempre più complesse ed onerose sia in termini di tempo che di danari.

– Scrivi libri in cui evochi esperienze mistiche, rivelazione di segreti, prodigi vari che prometterai implicitamente al lettore. Nel libro divulga solo le semplici tecniche del neofita perchè è con quelle avanzate che fai cassa. Sii prodigo di riferimenti a poteri occulti, angeli, apertura dei chakra, sesso tantrico, progresso spirituale, maestri tibetani ed ascesi, sviluppo dell'uomo, evoluzione, sentiero del guerriero, lotta fra bene e male, fede e, chiaramente, insisti molto sull'importanza di un atteggiamento di devozione (senza però affermare esplicitamente che essa dovrà rivolgersi a te). 

– Gioca la remunerative carte del 2012, dei Maya, dei Pleiadiani, degli Sciamani, della sacerdotessa-guerriera-guaritrice e del potere del femminino sacro. Non ti mancheranno mai adepte disposte a tutto per ottenere i tuoi favori ed attenzioni.  

– Descrivi mirabolanti obiettivi spirituali e insisti sull'enorme potenziale a cui l'uomo può finalmente accedere grazie alle tue tecniche. 

– Forma i tuoi primi seguaci ad offrire seminari introduttivi gratuiti mentre fai pagare a caro prezzo le iniziazioni successive. In modo più o meno conscio la gente è condizionata a pensare che solo ciò che si paga a caro prezzo abbia reale valore. Quindi vendi le tue truffe a carissimo prezzo. Sarà molto più difficile per gli adepti riconoscere con se stessi di aver speso un patrimonio per delle cazzate. 

– Insisti senza sosta sull'importanza di praticare con costanza le tecniche da te inventate e celebra in tutte le salse la pratica di gruppo perchè questo ti permetterà di aprire presto dei centri colmi di zelanti e paganti praticanti. 

– Segnala, come fondamentale per l'efficacia della pratica, un cambiamento di vita che coinvolga l'alimentazione e mille piccole pratiche quotidiane, anche assurde, in modo tale da condizionare l'adepto il più possibile in tutti gli aspetti della sua vita e farlo sentire in colpa se non riesce a seguire tutti i dettami. 

– Demonizza a parole il senso di colpa ma non perdere occasione per creare sensi di colpa tra i tuoi adepti. 

– Comportati come un maestro ma metti continuamente in evidenza il fatto che non sei e non vuoi essere un maestro definendoti in tutti i modi bizzarri che vorrai. Attrarrai, soprattutto in Occidente, il doppio degli adepti perchè va molto di moda essere discepoli di un non-maestro. 

– Metti in atto senza posa una sapiente e meticolosa contraddizione. Insegna tecniche ma diffondi il concetto della non-tecnica. Prometti l'illuminazione ma parla anche dell'illuminazione come illusione. Parla di fede in Dio ma parla anche dell'illusione di Dio. Parla di sesso libero ma poi esprimi l'importanza della castità. Insomma afferma tutto e il contrario di tutto. Demolirai il senso logico-critico dei tuoi seguaci, li renderai confusi, sconcertati, incapaci di vedere e questo ti garantirà la loro fedeltà incondizionata anche di fronte ai peggiori scandali. Inoltre ti assicurarerai che chiunque ti legga o ti ascolti possa concordare almeno con una parte del tuo insegnamento che potrai piegare ed adattare ad ogni evenienza. 

– Nel caso qualcuno abbia il buon senso e il coraggio di far notare le tue grottesche contraddizioni cita Whitman: "Sono grande, contengo moltitudini". Oppure semplicemente liquidalo dicendo che certe sublimi "verità" richiedono uno stato di coscienza elevato per essere comprese e che tutto sicuramente gli si chiarirà procedendo zelantemente lungo il cammino che tu hai sapientemente descritto. 

– Cita molti saggi e filosofi del passato demolendo tuttavia tutti i movimenti che ad essi si ispirano perchè potrebbero essere tuoi pericolosi concorrenti. Cita spesso e volentieri il Buddha – è un ottima carta – ma non perdere occasione per descrivere la decadenza del buddhismo. 

– Utilizza l'analisi psicologica ma poi diffamala. Attingi a piene mani all'insegnamento di Freud, Jung, Assaggioli, ecc. ma nei tuoi discorsi fatti beffe di loro. Incita i tuoi adepti a colloqui privati con te o con i tuoi fedelissimi cercando di carpire il più possibile segreti personali e compromettenti. Ti saranno molto utili all'occorrenza per ricattare chi vuole rivelare segreti scomodi o diffamare i fuoriusciti che criticano il tuo movimento. 

– Insisti su quanto siano salvifici il movimento che hai creato e le tecniche che insegni. Non perdere occasione invece, di mettere in evidenza ai tuoi seguaci di come "fuori" sia tutto un disastro. In occasioni pubbliche datti al "volemose bene" usando solo le paroline magiche di pace, tolleranza, amore, sviluppo, evoluzione, potenziale, ecologia, ecc.

– Impegnati in tutti i modi per apparire in occasioni ufficiali, stringi amicizie politiche e prestigiose, registrati all'Onu per le conferenze sulla pace e il dialogo interreligioso, ottieni riconoscimenti e cittadinanze onorarie. I tuoi futuri adepti o discepoli incerti si sentiranno rassicurati.   

– Se un adepto si sente "meglio" attribuisci tutto il merito alla sublime efficacia delle tecniche da te insegnate. Inoltre promuovilo nella tua organizzazione e parlane bene con gli altri seguaci. 

– Se invece un adepto lamenta peggiormementi procedi nel seguente modo: se è un neofita digli che i problemi si risolverando sicuramente procedendo nel cammino; se è un adepto avanzato accusalo dicendo che gli insuccessi nella pratica dipendono solo da lui, dalla sua mancanza di serietà e di zelo. Se nonostante questo persevera diffamalo e costringilo ad un'uscita "spontanea" dal gruppo. Le sue lamentele potrebbero essere infatti perniciosamente infettive tra i tuoi seguaci.

La lista potrebbe continuare ancora a lungo ma queste prime indicazioni sono più che sufficienti per dare inizio a una radiosa carriera nel mondo del supermarket spirituale, assicurandosi un ottimo posizionamento sin dai tuoi esordi. Studia attentamente le Spiritual-Star e osserva come il loro successo sia dipeso essenzialmente dalla meticolosa applicazione di questi punti. Ci sono chiaramente molte varianti legate al talento creativo dei singoli ed è proprio questo che permette al gioco di essere estremamente vario e diversificato. Per diventare un "guru" di successo ci vogliono infatti spiccata creatività e spirito di immaginazione perchè, come avrai potuto apprezzare, le cose da inventarsi sono davvero moltissime e l'unico limite della fantasia è quello che noi gli diamo. Per questo non troverai una religione, un'ideologia, una teologia, una cosmogonia o una tecnica uguale a un'altra. Il gran varietà spiritual-religioso è il tripudio della fantasia e dell'avanspettacolo. E tu puoi essere la prossima Star di successo. Che cosa aspetti? Folle di adepti e zelanti pecorelle non vedono l'ora di incontrare la loro guida "illuminata" … :-))

ARS REGIA e Non-Dualità

0a246ba07c8367ab31769b74e9808978_medium"L'alchimia serve a separare il vero dal falso."
Teofrasto Paracelso

L'Ars Regia, l'Alchimia, è sostanzialmente un un'opera simbolica, anche se qualcuno pensa che davvero l'opera degli alchimisti si esaurisse nel lavoro con fornelli, mercurio e metalli. L'Alchimia, come molti sanno,fu velata da simboli e allegorie nonchè travestita da arte materiale per sfuggire all'Inquisizione ed alle persecuzioni religiose che hanno insanguinato l'Europa per secoli. 
Al lavoro alchemico esteriore infatti corrisponde una trasmutazione alchemica interiore che è sostanzialmente una trasformazione coscienziale. La "pietra filosofale" è la realizzazione della nostra Vera Natura, indifferenziata, senza forma, onnipervasiva. Realizziamo di essere quell'Indicibile Consapevole che rende possibile l'intero universo. 
Ma per integrare completamente questa realizzazione bisogna, secondo l'Ars Regia, passare attraverso un processo ben chiaro:

– NIGREDO o opera al nero, in cui la materia si dissolve, putrefacendosi; Traduci: ci disidentifichiamo da tutto ciò che è grossolano, ciò che ha forma, ciò che è manifesto, ciò che è un semplice contenuto della Pura Consapevolezza. Nigredo è DISIDENTIFICAZIONE TOTALE. 

– ALBEDO o opera al bianco, durante la quale la sostanza si purifica, sublimandosi; Traduci: ci realizziamo come Puro Indicibile senza forma, che non può essere inquadrato e definito da nessun concetto, immagine o idea perché è ciò che li comprende tutti senza a sua volta poter essere compresa. Albedo è REALIZZAZIONE INTUITIVA DEL SE'. 

– RUBEDO o opera al rosso, che rappresenta lo stadio in cui si ricompone, fissandosi; Traduci: è la fase di "ricomposizione" in cui realizziamo che l'intero universo è sì un contenuto effimero nell'Indicibile Consapevole che siamo, ma esso non è separato da noi, come le onde non sono separate dall'acqua che le compone. La forma è il prodotto della Non-Forma. Rubedo è la REINTEGRAZIONE FINALE, la "ricomposizione" di ciò che era stato sempre ritenuto separato. Realizziamo che noi siamo il mondo ed il mondo è noi. Solo quando questa fase si completa possiamo parlare di pienezza del Risveglio perchè realizziamo il "mistero" della Compassione, intesa come percezione profonda dell'Unità di esseri e Coscienza. 
Alla luce di tutto questo può essere compreso il significato profondo della formula alchemica per eccellenza: "Solve et coagula" (sciogli/scomponi e coagula) che sintetizza in sè tutto il processo realizzativo: disidentificati da ciò che è una tua proiezione, un tuo contenuto, e realizza la tua Vera Natura, Non-Duale, reintegrando in te l'intera manifestazione. 
L'immortalità conferita dalla "pietra filosofale" non è dunque la presunta immortalità dei corpi (fisici o sottili che siano) che molti attribuiscono a leggendari alchimisti tipo il Conte di Saint Germain o Fulcanelli, ma la realizzazione della nostra Vera Natura, Non-Nata in quanto è ciò in cui si articola l'apparente ciclo di vita e di morte senza minimamente condizionarla. E l'oro che viene prodotto non è l'oro fisico ma l'Oro Supremo della Conoscenza Realizzativa, Jnana in India, Gnosi in Occidente. In questo senso l'Ars Regia può essere annoverata tra le grandi Tradizioni Non-Duali dell'umanità.

Questione di vita o di morte

ricordarecheloweb8Devo ammettere che di fronte alle salme e riti funebri di parenti e conoscenti vari ho sempre avuto la netta sensazione che qualcosa davvero non tornasse dietro all'idea comune della morte. Mi sono sentito sempre poco confortevole di fronte a tutti i pianti, condoglianze, frasi fatte di cordoglio, omaggi alla salma, ecc. Sembra che ai funerali tutti recitino una improbabile parte in un teatrino dell'assurdo spesso più comico che tragico. 

Poi più avanti ho compreso che la morte è un'enorme bufala. Non esiste alcuna morte. Neanche per il corpo fisico e i corpi sottili. Tutti questi semplicemente si scompongono nei loro elementi essenziali ed essi a loro volta si ricompongono in nuovi corpi. La "morte" di un corpo è dunque l'inizio della vita di mille altri corpi. Sarebbe più corretto dire che esiste solo un'unica Vita impersonale in perenne ed inarrestabile trasformazione. Nulla si crea, nulla si distrugge nella materia-energia. Generazione, sostegno e dissoluzione sono espressione di un'unica Sostanza Cosciente. Questo è ottimamente rappresentato nella tradizione indiana dalla triade simbolica Brahma, Shiva e Vishnu che sono forze in atto del Brahman Nirguna: Pura Coscienza Potenziale, Immanifesta, il Sè, l'Indicibile che siamo. 

Tuttavia, identificati con un corpo, siamo indotti a pensare che la sua scomposizione corrisponda alla fine della "nostra" vita. Mentre non finisce un bel niente. Quindi non esiste morte neanche dal punto di vista "materiale" come molti materialisti affermano. 

La realizzazione della nostra vera natura, Impersonale, Non-Nata, è comunque un salto successivo. E' realizzare che non siamo tutto ciò che si trasforma ma quell'Indicibile, eternamente presente, in cui questo divenire accade. Siamo il non-manifesto che testimonia e permea il manifesto. Siamo il Vuoto Consapevole che sostanzia e rende possibile ogni forma come l'acqua rende possibile l'onda come l'intero oceano. L'acqua può essere oceano ma non è "solo" oceano. Può essere onda ma non è "solo" onda. Le onde vanno e vengono, appaiono e scompaiono: per l'onda concetti come nascita e morte possono assumere un qualche significato. Ma per l'acqua? 

So di non sapere

socrate2La nota e spesso abusata sentenza "so di non sapere" non significa, a mio parere, sapere niente e crogiolarsi nella beata ignoranza.
Significa invece comprendere che il pensiero razionale e la logica sono limitati ed incapaci di oltrepassare i propri limiti, di realizzare i misteri dell'esistenza.
Significa aprirsi ad un approccio intuitivo-olistico che cessa di voler "capire" le cose, riducendole ad oggetto di conoscenza ma le "abbraccia" intuitivamente, le realizza. 
Dunque si conosce senza sapere.
Avviene un salto dal sapere razionale, che è accumulazione nozionistica, all'Essere che è vita ed immediatezza.
Ed è solo attraverso questa modalità di conoscenza che i "misteri" possono essere aperti e realizzati. 
Non cerchiamo più di capire ma SIAMO Conoscenza.

The end of Time

time-managementMolti si illudono di sapere che cosa sia il TEMPO perchè possiedono un orologio, sanno leggere che ore sono e tutti sembrano confermare, più o meno, la stessa ora. 
Ben pochi tuttavia si chiedono, almeno una volta nella vita, che cosa cosa il TEMPO (dal greco temno=dividere) realmente sia. 
Potrebbero scoprire che il tempo è un costrutto teorico paradossale, un "a-priori" indimostrabile, una cronica allucinazione della mente umana alimentata e sostenuta collettivamente fin dalla più tenera età. 
Potrebbero anche scoprire come il TEMPO sia diventato, soprattutto negli ultimi secoli, uno dei più subdoli ed efficienti sistemi di controllo e coercizione di massa. Il TEMPO è stato sempre più tecnologicamente misurato, razionalizzato, pianificato, sposato alla produzione, mercificato, comprato-venduto, prestato, rubato, incarcerato, liberato, ecc. portando la Vita ad essere drammaticamente dilaniata, frammentata, snaturata. 
La massima imperante: "Il TEMPO è denaro!" da sola dovrebbe bastare a farci drizzare le antenne. 

Il TEMPO è di per sè  neutro. Non è nè buono nè cattivo. E' semplicemente un gioco, diventato molto popolare perchè utile dal punto di vista "pratico". 
Quindi giochiamo pure al gioco del TEMPO, ma coscienti del gioco e del giocatore, senza più esserne dominati e identificati.

Non c'è infatti altra libertà che il risveglio alla nostra vera natura, meravigliosamente A-TEMPORALE. Giochiamo ad essere NEL TEMPO ma non DEL TEMPO.

Il Risveglio è Compassione. Non buonismo.

Li_Wei_1Aleggia in diversi ambienti un concetto molto buonista della non-dualità per il quale si dovrebbe sempre subire tutto in totale silenzio e compassione in quanto tutto è funzionale al gioco della Coscienza. Se tutto è uno, si pensa, chi te lo fa fare di prendere posizione, fare considerazioni scomode, porsi in modo critico rispetto a questo e quello: Critica=ego=male. 
Si dimentica che anche le prese di posizione e le critiche fanno parte ugualmente dello stesso gioco impersonale che muove la commedia del mondo. Il fatto che tutto sia Uno, che è chiaramente la Realtà, non deve farci dimenticare che sul piano relativo volenti o nolenti non possiamo esimerci dal prendere posizione. Anche quando pensiamo di non prendere posizione alcuna e ci accomodiamo in una non-critica buonista, stiamo comunque prendendo una particolare posizione. 
Trattasi tra l'altro di una posizione abbastanza grave perchè, come è facile constatare, una folla di ignavi buonisti è quanto di meglio le dittature politiche, ideologiche e religiose si siano sempre augurate.

C'è tuttavia una differenza enorme tra una critica che esce da una coscienza identificata, egoica, e una critica che accade in un essere umano in cui la Coscienza si è risvegliata a se stessa. 
La prima è una critica personale. La seconda impersonale. La prima è un movimento nel tempo, intrisa di separazione, competizione e conflitto mentre la seconda avviene istantaneamente, senza strascichi di odio e separazione. La prima nasce dall'ego, la seconda è un atto compassionevole, di amore, anche se non tutti se ne possono rendere conto. 
Per questo i più grandi saggi dell'umanità, senza eccezione alcuna, sono stati non solo dei dispensatori di conoscenza ma anche dei grandi "criticoni", talvolta pagando con la vita questo affronto: da Buddha a Shankara, da Lao-Tse a Cristo, da Kabir a Nisargadatta, ecc. 
Come ci può essere liberazione se non siamo in grado di vedere in modo critico la gabbia virtuale in cui ci siamo rinchiusi e che spesso ideologie, religioni, morali non fanno altro che indorare?